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Spose bambine, i matrimoni precoci

Ogni anno nel mondo 12 milioni di ragazze al di sotto dei 18 anni vengono date in sposa.

In Bangladesh, Mozambico, Niger e Sud Sudan più del 40% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni sono sposate.

Queste ragazze, quando vengono sottratte dall’ambiente familiare infantile per essere date in sposa a uomini molto più anziani, vengono private di gran parte dei diritti fondamentali.

E’ molto più probabile che subiscano violenze, abusi e sfruttamento.

Bisogna essere essere consapevoli che questo fenomeno nasce dalle norme culturali e sociali legate a pregiudizi di genere e a meccanismi economici di alcune società in cui bisogna “liberarsi” prima possibile del peso rappresentato dalle figlie femmine, che non contribuiscono al guadagno familiare.

Una donna non sposata è un peso e una vergogna per la famiglia che quindi tenta di trovarle un marito il prima possibile. 

Molte di queste ragazze o addirittura bambine (il 10% di loro si sposano prima di aver raggiunto l’età di 15 anni), sposandosi rinunciano alla loro infanzia, giovinezza spensierata, ma anche ad una istruzione, alla famiglia d’origine e alle amicizie. 

Nonostante i matrimoni precoci siano illegali, questa è una pratica talmente diffusa che le autorità locali spesso fanno poco o nulla per contrastarli.

Ci sono quindi molte associazioni come Amnesty international o Unicef, che tentano di risolvere o quantomeno alleviare questo grave problema sociale.

Unicef prova a partire proprio dove questo problema ha origine: dalle comunità locali, basa le sue strategie sulla sensibilizzazione sui diritti delle donne e dei bambini, con campagne nazionali e dialoghi locali.

L’UNICEF affianca anche i governi dei Paesi coinvolti nel fenomeno per migliorare le leggi, le politiche e i servizi sociali.

Nonostante gli sforzi ed i leggeri sviluppi però, le ragazze costrette a sposarsi in età minorile sono ancora tante, troppe.

Ci impressiona, dalle nostre comode case, leggere queste cose, ci si stringe il cuore, magari allora pensiamo alle libertà che abbiamo, che altre donne prima di noi hanno fatto in modo che oggi potessimo avere.

Non diamo nulla per scontato e quando si può, aiutiamo. 

Fonti

Unicef, Amnesty Int., Save the Children

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