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Cambdrige Analytica: lo scandalo

Lo scandalo dei dati Facebook-Cambridge Analytica è stato uno dei maggiori scandali politici avvenuti all’inizio del 2018. Fu infatti rivelato che Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di milioni di account Facebook, senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica.

È stato definito come un momento spartiacque nella comprensione pubblica dei dati personali. Ha provocato un forte calo del prezzo delle azioni di Facebook, alla quale si chiede una regolamentazione più rigorosa sull’uso dei dati personali da parte delle aziende tecnologiche.

Andiamo per ordine: 

  • Cambdrige Analaytica è stata fondata nel 2013 da R. Mercet, un miliardario imprenditore statunitense con idee molto conservatrici;
  • Il fondatore è uno dei finanziatori del sito di estrema destra Breitbart News.
  • Mercet è stato consigliere e stratega di Trump durante la campagna elettorale e poi alla Casa Bianca.
  • Cambdrige Analytica è specializzata nell’analisi dei dati dei social media. Essa elabora dei modelli e algoritmi che creano profili di ogni singol* utente, con un approccio simile alla psicometria. 

Oltre ai profili psicometrici, CA ha acquistato nel tempo molte informazioni, ottenute da* broker di dati, società che raccolgono informazioni di ogni genere sulle abitudini e i consumi delle persone.

Per capire il ruolo di Facebook bisogna fare un passo indietro al 2014, anno in cui A. Kogan realizzò un’app che produceva profili psicologici e di previsione del proprio comportamento basandosi sulle attività online.

Per utilizzarla gli/l* utenti dovevano collegarsi utilizzando Facebook, senza creare nuovi username e password. L’applicazione così otteneva i dati personali, ma tutto era comunque trasparente e comunicato al* utenti.

Qualche anno fa circa 270 mila persone si iscrissero su quest’app.

All’epoca Facebook concedeva a* gestor* delle app di raccogliere anche alcuni dati sulla rete di amic* della persona appena iscritta, senza che ovviamente gli/l* amic* venissero avvisati.

L’applicazione di Kogan raccolse informazioni su 50 milioni di profili (stima New York Times e The Guardian).

Kogan costruì un grandissimo archivio, e condivise queste informazioni con Cambridge Analytica, violando i termini d’uso di Facebook. Ma a quanto sembra, in questo caso, le sanzioni da parte di Facebook sono state quasi nulle e sono arrivate molto tardivamente.

Facebook era al corrente del problema, ma non ha fatto nulla. Ha agito solo quando ha scoperto che la stampa ne era al corrente. 

E poi cosa accadde? 

  • Il 16/03 il procuratore che indagava sulle presunte interferenze russe nelle elezioni USA e sull’eventuale coinvolgimento di Trump, ha chiesto che CA fornisse documenti sulle proprie attività. Il sospetto è che l’azienda avesse usato i dati per fare propaganda contro Hillary Clinton a favore di Donald Trump perché infatti, casualmente, il comitato di Trump aveva affidato a CA la gestione della raccolta dei dati per la campagna elettorale. 

Così, furono usate grandi quantità di account fasulli per diffondere post, fake news e altri contenuti contro Clinton. 

Anche grazie a un’inchiesta del Wall Street Journal, si sa che l’ex consigliere della sicurezza nazionale di Trump aveva stretti legami con la Russia e le attività per interferire nelle elezioni. Da un documento fiscale, si sa inoltre che ebbe un ruolo da consigliere per una società legata all’analisi di dati online, che ha aiutato il comitato elettorale di Trump. Quell’azienda era proprio CA, che ora sta collaborando con la giustizia statunitense, negando di aver fatto qualcosa di illecito.

Inoltre, nel maggio 2017 il Guardian aveva già dedicato una lunga inchiesta a CA e al suo ruolo nella campagna refendaria per la Brexit.

Secondo l’inchiesta, CA aveva condizionato gli/l* utenti a favore della Brexit. 

Ora che hai tutte queste informazioni, cosa ne pensi?

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