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La crisi della politica nazionale e la fiducia nella global governance

La globalizzazione influisce anche sulla politica poiché comporta una perdita di potere da parte degli Stati nazionali, al punto che si parla di espropriazione dello Stato-nazione. 

Per ben comprendere questo passaggio bisogna fare un passo indietro: il concetto di Stato era concepito nel XIX e nel XX sec. sulla base di due principi fondamentali: la territorialità e la sovranità. Uno Stato possedeva confini molto definiti entro i quali esercitava il proprio potere senza limiti imposti dall’esterno. Tale concetto oggi è in crisi. A farlo vacillare è in primo luogo l’aggressività delle politiche economiche, dettate sempre più dalla grande finanza e dalle banche, e che sfuggono al controllo statale. Queste dinamiche hanno eroso un altro principio su cui si basa l’autorità dello Stato: l’imposizione fiscale. Se le imprese possono scegliere dove produrre e dove eleggere il proprio domicilio fiscale, possono anche sottrarsi all’erario nazionale. 

La crisi della politica nasce dal fatto che oggi le minacce più gravi non vengono dagli Stati, ma dal fatto che gli Stati non hanno più potere e comanda il mercato.

Bauman sottolinea che la sociologia ha il dovere di dare un contributo alla costruzione di un nuovo lessico sociale e politico e infatti è molto critico nei confronti della politica stessa. Definisce gli Stati dei gusci vuoti. 

Questa perdita di controllo democratico sui processi economici e politici planetari è avvertita chiaramente da* cittadin* e provoca la sfiducia e la crisi della partecipazione politica. Pensare a soluzioni locali per i problemi globali è illusorio. Queste questioni potranno essere affrontate solo a livello globale, creando organismi internazionali in grado di esercitare il controllo democratico sui processi globali di oggi. 

Di conseguenza, la globalizzazione politica è andata di pari passo allo sviluppo di organismi internazionali. Gallino confida nella global governance: un insieme di regole, introdotte mediante accordi idonei a controllare i flussi economici mondiali per offrire un modello diverso di costruzione sociale del mercato a livello planetario. 

La più importante organizzazione internazionale è l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), fondata nel 1945. La funzione principale dell’ONU è quella di mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Non è un vero e proprio governo mondiale, ma piuttosto un ente incaricato di promuovere valori come la democrazia e cooperazione internazionale. All’ONU fanno capo alcune agenzie specializzate come il FAO (Food and Agricolture Organization) che si occupa della fame nel mondo, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che definisce protocolli sanitari a livello mondiale, e l’UNICEF che tutela i diritti dell’infanzia. Queste agenzie svolgono un ruolo importante nella promozione dei diritti e dell’eliminazione delle disuguaglianze e presuppongono una complessa relazione tra Stati nazionali di aree diverse del globo. 

Un’altra realtà sovranazionale è l’Unione Europea (UE) nata con lo scopo di favorire gli scambi commerciali. Col tempo ha preso l’aspetto di un’unione più stretta, che si interessa di ogni ambito della vita sociale, in un rapporto speciale e complesso con i governi nazionali. Sia l’ONU sia l’UE si impegnano per promuovere buone pratiche e per la lotta alle disuguaglianze.

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