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Il passaporto come privilegio

Parlando di passaporti ci accorgiamo sempre di più delle disparità tra le varie zone del mondo e di quanto tutto questo sia alimentato e sostenuto dai paesi occidentali per trarne vantaggio. Il passaporto vale più del denaro e ci attribuisce un valore come esseri umani, indipendentemente dalla nostra etnia, in alcuni dei mercati del lavoro internazionali gli stipendi più alti sono determinati dalla nazionalità, a vantaggio di chi possiede un passaporto occidentale. Un passaporto può facilitarci o complicarci drasticamente la vita, ma soprattutto farci sentire esseri umani di serie A o di serie B. 

Dietro a queste disparità esiste un grosso giro di denaro: le richieste di visto costituiscono una forma di guadagno per i Paesi occidentali, parliamo di milioni di euro di spese non rimborsabili. Basta pensare che chiedere un visto per entrare in Unione Europea per un breve soggiorno costa intorno ai €60 e che i visti respinti, ad esempio, nel 2017, sono stati più di 1 milione. Ma non finisce qui, sono vari i Paesi che vendono i “golden visa”, passaporti (con relativa cittadinanza) e permessi di residenza permanente in cambio di investimenti o semplicemente di denaro. Ad esempio Malta, facendo leva sull’appartenenza all’area Schengen, vende il passaporto tramite agenzie in cambio di investimenti o per una cifra che va da €1 milione a €2 milioni. Si stima che i “golden visa” abbiano portato in UE €25 miliardi in investimenti stranieri diretti, 6.000 nuovi cittadini e 100.000 nuovi residenti. Anche l’Italia non è al di fuori di questo business, tramite “Investor visa for Italy” è possibile ottenere il permesso di residenza permanente in cambio di €2 milioni di investimenti in titoli di Stato, l’investimento di €1 milione in un numero limitato di imprese o in donazioni a scopi filantropici, oppure investendo €250.000 in start-up innovative. Il programma comprende inoltre un regime fiscale agevolativo e i dati riguardo il giro d’affari non sono disponibili. Data la superficialità dei controlli, queste pratiche rappresentano un grosso rischio di evasione fiscale, riciclaggio di denaro e un’opportunità di sfuggire alla giustizia. 

Un passaporto è un documento di riconoscimento formale o una certificazione emessa da un Governo statale che identifica il portatore come un cittadino di quel particolare Stato e richiede il permesso, nel nome della sovranità o governo dello stato emittente, di entrare e passare per altri stati. 

Non tutti i passaporti hanno lo stesso valore, essi infatti sono classificati in base alla quantità di Paesi che è possibile raggiungere senza richiedere alcun visto o dove è possibile ottenerlo all’arrivo: il passaporto “più potente” è quello del Giappone, i cui cittadini non hanno bisogno del visto o hanno la possibilità di ottenerlo all’arrivo in ben 191 Stati. Il passaporto “più potente” d’Europa invece, è quello tedesco con la possibilità di accedere a 189 Paesi senza visto o con visto all’arrivo, seguito da Italia, Finlandia, Lussemburgo e Spagna con la possibilità di accedere senza visto o con visto all’arrivo a 188 Paesi. 

Nei posti più bassi della classifica mondiale troviamo i passaporti dei Paesi africani e del Medio Oriente, di cui ultimo in classifica l’Afghanistan, con la possibilità di raggiungere senza visto o con visto all’arrivo solo 26 Paesi, mentre all’ultimo posto della classifica europea troviamo il Kosovo, con la possibilità di accesso senza visto o con visto all’arrivo soltanto in 40 Paesi. 

I passaporti rossi sono principalmente appartenenti ai Paesi facenti parte dell’UE e dei Paesi candidati all’adesione, ma è anche il colore dei passaporti di Paesi che hanno avuto un’influenza comunista (Russia, Cina, Romania, Serbia e Polonia), e dei Paesi della Comunità Andina, quali Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù. 

I passaporti verdi appartengono alla maggior parte dei Paesi in cui è diffusa la religione islamica, il verde è il colore preferito dal profeta Muhammad, perchè simbolo della natura e della vita. Il passaporto di colore verde è anche utilizzato dai Paesi africani appartenenti alla ECOWAS (Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale) 

I passaporti blu appartengono ai Paesi del CARICOM (Comunità Caraibica) e dal 1976 agli U.S.A. 

I passaporti neri sono quelli meno comuni e appartengono ad alcuni Paesi africani come Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Botswana, Burundi, Gabon, Angola, Malawi, ma anche in Nuova Zelanda dove il nero è il colore nazionale. 

La compravendita di passaporti (con relative cittadinanze) e visti porta con sé un enorme giro di denaro. Cittadinanze, passaporti e visti sono acquistabili tramite veri e propri shop online, per grosse somme di denaro o tramite investimenti nello stato interessato. 

In Italia la cittadinanza non è in vendita, ma i visti di residenza permanente si, in cambio bisogna voler investire denaro in titoli di Stato o imprese. 

FONTI: Corriere, Internazionale, Wikipedia, Business Insider Italia, INVESTOR VISA FOR ITALY Ministero dello sviluppo economico, Henley&Partners Passport Index

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