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Educazione civica obbligatoria a scuola da quest’anno scolastico (2020-2021)

Cosa prevede la legge n. 92 del 20 agosto 2019 che ha introdotto l’insegnamento dell’Educazione civica?

La legge stabilisce che dall’anno scolastico 2020-2021 in ciascun anno del primo e del secondo ciclo di istruzione si svolgano lezioni di Educazione civica per non meno di 33 ore annue da ricavare nell’ambito dell’orario settimanale.  

L’articolo 2 della legge stabilisce che negli istituti del secondo ciclo l’insegnamento dell’Educazione civica vada affidato ai professori di discipline giuridiche ed economiche, ove presenti in organico (c.4), altrimenti sia assegnato ai docenti che compongono i singoli Consigli di classe in base alle proprie competenze in quanto gli argomenti da trattare toccano diversi aspetti del vivere comune. 

In ciascuna classe tra i professori di Educazione civica è individuato un docente coordinatore (c.5). 

L’effettivo apprendimento della materia è valutato alla fine delle due parti dell’anno: il coordinatore formula una proposta di voto dopo aver sentito i colleghi a cui è affidato l’insegnamento della materia (c.6). 

Il dirigente scolastico è tenuto a verificare la coerenza dell’insegnamento con il Piano triennale dell’offerta formativa dell’istituto (c.7).  

L’articolo 3 elenca i temi che rientreranno nelle linee guida che il Ministro definirà con un apposito decreto:  

  • la Costituzione e le istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;  
  • l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;  
  • educazione alla cittadinanza digitale;  
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;  
  • educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;  
  • educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;  
  • educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  • formazione di base in materia di protezione civile.  

Nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione civica rientrano anche l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva al fine di creare o rafforzare negli/nelle studenti il rispetto delle persone, degli animali e della natura. 

L’articolo 4 evidenzia che nelle linee guida dell’Educazione civica ampio spazio sia riservato alla Costituzione, affinché gli/le studenti acquisiscano saperi e competenze ispirandosi ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà (c.1).   

Vi si possono includere iniziative che portino a conoscere gli statuti delle regioni e gli istituti di partecipazione statali, regionali e locali come, ad esempio, i bilanci comunali partecipati (c.2).  

Può essere inoltre favorita la conoscenza diretta di attività lavorative con iniziative ispirate agli articoli 1 e 4 della Costituzione (c.4).   

L’articolo 5 aggiunge che nei corsi di Educazione civica sia insegnata anche quella alla cittadinanza digitale (c.1) in modo che gli studenti sviluppino gradualmente le seguenti abilità:  

a) analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati digitali ;  

b) individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto;  

c) informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati; ricercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali;  

d) conoscere le regole di comportamento da osservare quando si usano le tecnologie digitali in modo interattivo, adattare la propria comunicazione al pubblico ed essere consapevoli della diversità culturale e generazionale presente negli ambienti digitali;  

e) creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, rispettare i dati e le identità altrui; utilizzare e condividere informazioni personali proteggendo se stessi e gli altri;  

f) conoscere le norme sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi digitali relativamente all’uso dei dati personali;

g) essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; essere in grado di proteggere sè e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali; essere consapevoli di come le tecnologie digitali possono influire sul benessere psicofisico e sull’inclusione sociale, con particolare attenzione ai comportamenti riconducibili al bullismo e al cyberbullismo (c.2).  

Gli articoli successivi si occupano di creare e garantire l’esistenza di buone condizioni per l’insegnamento della disciplina.  

Così l’articolo 6 destina parte delle risorse previste dalla legge 107 del 2015 alla formazione dei/delle docenti.  

L’articolo 7 aggiunge che al fine di sensibilizzare gli/le studenti occorre rafforzare la collaborazione con le famiglie anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità.

L’articolo 8 prevede che l’insegnamento trasversale sia integrato con esperienze extra-scolastiche creando rapporti con enti istituzionali, associazioni di volontariato o del Terzo settore e in particolare quelle impegnate nella promozione della cittadinanza attiva.

Anche i Comuni sono chiamati a collaborare con le scuole facendo conoscere il funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, la storia del territorio e la fruibilità degli spazi verdi e di quelli culturali (c.1).   

Fonti: MIUR, @liceolaurabassi 

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