You are currently viewing Rappresentazione tossica della femminilità

Rappresentazione tossica della femminilità

Nell’ultimo periodo abbiamo sentito parlare spesso di mascolinità tossica e quanto sia dannosa.
Con mascolinità tossica intendiamo quel costrutto sociale che incoraggia gli uomini ad essere “veri uomini” in un unico modo, ovvero, non mostrando le proprie emozioni e la propria fragilità, dover essere per forza “forti” e coraggiosi. Di conseguenza assumendo ed esternando spesso atteggiamenti aggressivi e dominanti, solo per essere accettati nella società odierna.

Sembrerebbe solo un problema gravoso sulle spalle del genere maschile, ma in realtà no. Bisogna considerare l’influenza di tale costrutto anche nei confronti del concetto di femminilità. Spesso e volentieri utilizzato come strumento per misurare il valore di una donna. 

Innanzitutto che cosa è la “femminilità” ? è un concetto, variabile da cultura a cultura, con cui si definisce un ipotetico insieme di caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali associate al genere femminile.Integrandolo con il concetto di tossicità, possiamo definirla come l’assoggettamento a stereotipi di femminilità perpetrati dalla società patriarcale, che impone alle donne come essere “vere donne”, privandole della libertà di autodeterminazione.

Tutto nasce da un’unica fonte: la cultura patriarcale, che si dirama in sessismo, misoginia, maschilismo e impone una visione prettamente binaria del genere.

Il ruolo di genere, cioè l’insieme delle prescrizioni e aspettative sociali su ciò che è considerato adeguato e appropriato per uomini e donne, nel caso specifico, porta le donne ad essere schiacciate in standard sempre più stretti e scomodi.

Standard tramandati per secoli, che hanno dipinto le donne come figure represse, passive e quindi il sesso debole.
Radicati in tutti gli ambiti della vita sociale, nella quotidianità. Talvolta subdoli da non esser compresi all’istante, ma anzi, essere interiorizzati automaticamente dalle stesse donne che li considerano “la normalità”, il c.d sessismo ordinario.

La società ti dice di essere una donna, sì, ma alle sue condizioni. 

  • Impone canoni di bellezza, dai capelli, allo smalto, al make-up e cura della persona, all’obbligo di depilarsi, alla taglia di jeans che dovresti avere, al peso, alle forme, all’eliminazione di qualsiasi inestetismo, all’abbigliamento consono da indossare per essere una donna rispettabile, perché giustifica lo stupro, e in alcuni ambienti perché sinonimo di professionalità. E’ un processo di idealizzazione della donna senza difetti e libertà di espressione.
  • Impone canoni di comportamento, non essere sgarbata, maleducata, sfacciata o volgare perché non si addice ad una donna l’uso di un determinato linguaggio o alcuni modi di fare, perché devi essere gentile, pacata, graziosa. Vi è questo continuo stereotipo della donna delicata e sensibile, e quando ci si allontana viene additata come “maschiaccio”.
  • Impone canoni di vita ricollegati al genere che rappresenta, dover essere una buona madre/moglie/partner, o essere una brava cuoca e casalinga, scaricando sulle donne tutto il peso del corretto funzionamento dell’ambiente famigliare

Impone decisioni sulla vita, non lasciando spazio alla libera scelta senza giudizi, sul proprio corpo, costantemente oggettificato dai media. Sulla propria sessualità ancora non del tutto sdoganata in vari aspetti, come la masturbazione o il numero di partner che può permettersi per non essere promiscua, o ancora come dovrebbe vivere un rapporto intimo; sui diritti riproduttivi, perché se non desidera avere figli è meno donna, e se ha scelto di abortire è un mostro. Impedire spesso una indipendenza economica e l’accesso all’istruzione, perpetrando il concetto di sottomissione e inferiorità. Se non opta per il matrimonio o raggiunge tappe considerate fondamentali per la vita di una donna, entro una certa età, qualcuno prima o poi le dirà che l’orologio biologico scorre.

Se una donna non riesce a soddisfare gli standard della femminilità così rappresentata, viene criticata e martoriata, tanto che a un certo punto, inizierà ad incolpare se stessa perché non abbastanza perfetta e introiettando in lei lo spettro del fallimento e del decadimento.
Questa visione creata  da un patriarcalismo tradizionale, che vuole la donna in un certo modo solo per soddisfare i propri bisogni, le trasforma in oggetti e punisce quelle che rifiutano di conformarsi.
Viene inculcato l’esistenza di un unico modo per essere donna, assimilato, e causa di quei atteggiamenti che alcune hanno nei confronti di altre (che non rispecchiano il loro pensiero). Trattandole o come rivali o come non appartenenti al proprio “club privilegiato” di donne. 

Dobbiamo chiederci, chi è che definisce che cosa rientra effettivamente nel concetto di femminilità e cosa no, sulla base di quali criteri o teorie? La risposta è: nessuno, semplicemente è ancora difficile accettare che ognuna di noi ha le proprie sfumature che è giusto così, ma soprattutto, che sono tutte sono valide.

I movimenti femministi, sin dalla seconda ondata, hanno cercato di sradicare questi ruoli imposti alle donne. Sostenendo che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l’identità sociale o i diritti socio-politici, economici della persona. Oggi la rivendicazione della propria libertà, avanza sempre più forte. Ognuno dovrebbe esser libero di essere sè stesso, senza nessun tipo di omologazione.

L’intersezionalità, è corsa in aiuto, affermando che sarà la persona oppressa stessa a decide come autodeterminarsi a seconda della propria condizione.

Una lotta immensa e complessa, che ha luogo in un sistema altrettanto complesso e in evoluzione constante, un sistema che necessita di essere analizzato e spesso rielaborato. La “liberazione” delle donne non può più, quindi, essere considerata una lotta di serie B, perché non c’è cambiamento senza femminismo, proprio come ci ha insegnato la storia.

FONTI

Rappresentazioni della femminilità, postfemminismo e sessismo – Brunella Casalini.
https://www.psychologytoday.com/us/blog/sex-sexuality-and-romance/201908/toxic-femininity
https://humanparts.medium.com/toxic-femininity-is-a-thing-too-513088c6fcb3
https://www.smh.com.au/lifestyle/life-and-relationships/how-toxic-femininity-is-damaging-us-20180517-p4zfvt.html
https://www.kubeagency.com/post/femminilit%C3%A0-tossica-esiste
https://unaltrogeneredirispettoblog.wordpress.com/2016/08/23/maschilismo-e-sessismo-interiorizzato/
https://nonunadimeno.wordpress.com/2017/11/28/femminismo-intersezionale-o-perche-questa-lotta-e-anche-tua-intersezioni-2/

Lascia un commento