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Scandalo Hunter Biden, i buoni esistono

Cos’è lo scandalo Hunter Biden? A pochi giorni ormai dalle presidenziali americane, che in questo anno così particolare vedono tantissime variabili che potrebbero incorrere a favore di un candidato piuttosto che di un altro, proprio come era successo con la candidata democratica del 2016 sempre contro Donald Trump, Hillary Clinton, anche per Joe Biden iniziano a scoprirsi gli altarini. 

Nel 2016 la Clinton a poche settimane dalle elezioni era andata incontro ad uno scandalo causato dalla fuoriuscita di mail riservate. In queste mail comparivano scambi di opinioni molto importanti su varie tematiche, da Berlusconi a Putin, dagli Emirati Arabi alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Queste mail, che risalivano a quando la Clinton era Segretaria di Stato durante il mandato di Barack Obama, causarono un forte shock nell’opinione pubblica, che iniziò a vedere la candidata democratica come una figura non trasparente e non degna di totale fiducia. 

Nel 2020 è il turno di Joe Biden, altro candidato democratico che andrà ad affrontare sempre il repubblicano Donald Trump. La figura di Biden è da sempre oggetto di perplessità, soprattutto per quanto riguarda gli affari di suo figlio, Hunter Biden. 

Che cosa è successo con Hunter Biden?

Durante un recente comizio in Georgia il Presidente in carica Donald Trump grida alla folla: “La famiglia Biden è un’impresa criminale, una delle più corrotte della storia americana!”. Ma perché? Vi chiederete.

E’ necessario fare un passo indietro: il figlio di Joe Biden, Hunter Biden, da anni lavora in Ucraina per un’azienda chiamata Burisma, produttrice di petrolio e gas, fondata nel 2002 e con sede a Cipro. Più volte il team di collaboratori stretti del Presidente ha tentato di dimostrare che il ruolo di Hunter Biden in Ucraina era problematico e che il padre avesse facilitato la sua ascesa nell’azienda. Ovviamente Joe Biden ha sempre negato tutto dichiarando di non sapere nulla degli affari del figlio.

La situazione si è fatta più critica negli ultimi giorni: un proprietario di un negozio di riparazioni di computer di Wilmington, Delaware, ha dichiarato che Hunter Biden avrebbe portato un computer Apple a riparare nel suo negozio nell’Aprile del 2019, per poi non passare più a ritirarlo. L’anno successivo, ormai non aspettando più un ritiro, il commerciante ha acceso il computer, esaminando anche le informazioni contenute nell’hard disk, che poi ha definito come “allarmanti ed imbarazzanti”, senza però voler chiarire il significato delle sue parole a giornalist*. 

Cosa c’era in questo hard disk? 

Un video di Hunter Biden che fuma crack in una vasca da bagno. Altri video dove il giovane Biden si intrattiene in rapporti sessuali con diverse persone, e varie mail. 

Queste ultime sono l’oggetto principale dello scandalo. In particolare una mail di Vadym Pozharskyi, un membro del consiglio d’amministrazione di Burisma, nella quale ringrazia Hunter Biden di avergli permesso di incontrare il padre Joe, allora Vice Presidente degli Stati Uniti. 

 

Meno di otto mesi dopo questo incontro tra Joe Biden e Pozharskyi, l’allora Vice Presidente ha ammesso di aver perpetrato forti pressioni sul primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk perché licenziasse il procuratore generale che stava indagando sugli affari del figlio per Burisma, minacciando di non portare a termine un prestito da 1 miliardo di dollari statunitensi. Questa storia venne poi confermata dallo stesso Joe Biden in un incontro del Council on Foreign Relations del 2018: “I looked at them and said: I’m leaving in six hours. If the prosecutor is not fired, you’re not getting the money. Well, son of a bitch. He got fired.” (“L’ho guardato e gli ho detto: parto tra sei ore. Se il procuratore non è licenziato entro quell’ora, non avrete i soldi. E infatti è stato licenziato”)

La notizia, a 3 settimane dal voto, è esplosiva: potenzialmente in grado di influenzare il risultato delle elezioni. Ma per ora viene presa con estrema cautela, e perfino Facebook ne sta limitando la diffusione: “Almeno fino a quando non ne accerteremo la veridicità”. 

La storia diffusa dal New York Post è stata messa in parte in dubbio da molti tabloid, poiché a passare lo scoop al giornale è stato Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York, oggi avvocato personale di Trump. 

I cittadin* american* ora si trovano davanti ad un bivio, con notizie di ogni genere che quotidianamente escono per screditare uno o l’altro candidato, fake news che impazzano ed un clima interno allo stesso Paese per nulla sereno. 

Cosa faranno i cittadin*? 

Chi vincerà le presidenziali il prossimo 3 novembre secondo voi? 

Fonti

https://nypost.com/2020/10/14/email-reveals-how-hunter-biden-introduced-ukrainian-biz-man-to-dad/

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-2020-trump-attacca-la-famiglia-biden-unimpresa-criminale_24300284-202002a.shtml

https://it.wikipedia.org/wiki/Burisma_Holdings

https://www.repubblica.it/esteri/2020/10/14/news/stati_uniti_mail_joe_biden-270602768/

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