You are currently viewing Contro il decoro

Contro il decoro

La retorica del decoro ha negli anni assunto sempre più importanza in riferimento alla sicurezza urbana.

Personalità politiche di qualunque schieramento cercano nel decoro una scusa e una giustificazione per le loro politiche securitarie, controllanti e restrittive.

“Decoro” è una parola che nel tempo è stata riempita di significati e che ha assunto una connotazione negativa.

Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di “sicurezza”. Questa è una parola ombrello sotto cui ricadono tutta una serie di comportamenti considerati non adeguati a un’idea di città-vetrina.

Questo ha portato a promuovere politiche liberali verso la parte ricca della società (che consuma) e azioni paternalistiche, repressive e di controllo verso le persone emarginate (chi è pover* e chi non produce).

Le personalità politiche parlano di come sia necessario combattere la criminalità e farci sentire al sicuro.

I dati ISTAT ci dicono che i reati violenti sono in diminuzione, soprattutto omicidi (tranne i femminicidi, che restano costanti) e rapine.

Se mancano crimini da combattere, se ne possono creare di nuovi: povertà, immigrazione, prostituzione e movida

“Movida” è un termine che viene usato per giustificare azioni paternalistiche verso le persone under 30.  Si dice ai/lle ragazz* (con minori risorse economiche) di stare a casa, di andare a scuola o di cercarsi un lavoro.

Li si allontana dagli spazi cittadini comuni e li si associa alla pericolosità.

Per far sentire al sicuro le persone, quindi, basta colpire i comportamenti associati allo sporco, al degrado e all’inciviltà. Ecco il “contro il decoro”

I/le sindac* che vogliono mantenere pulita la città sono come le “brave casalinghe” che devono avere il controllo sulla casa, eliminare i batteri e lo sporco dalla vista del marito, de* figl* e de* ospit*.

Ricorda qualcosa? Una deumanizzazione della povertà (batteri e sporco associati a persone, come la Storia ci ha insegnato).

Il termine “decoro” indica “ciò che si addice”, e “ciò che conviene”

Chi definirebbe “decorosa” una villa con piscina vista mare?

È la casa di periferia ad essere decorosa (per la zona in cui si trova)

È la casa in ordine e pulita che si trova in un contesto sociale medio-basso ad essere considerata tale.

Decoroso è tutto ciò che è in ordine e che sta nei limiti.

Il concetto di decoro si è legato, negli anni, a quello di sicurezza (urbana). Molt* sindac* hanno emanato ordinanze in nome del decoro, per “ripulire” le città da ciò che non gli si addice.

Generalmente persone mendicanti, persone senza dimora, prostitut*, persone migranti, persone tossicomani.

La sicurezza urbana come “bene pubblico”

Minniti ha definito la sicurezza urbana come “bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione […], recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità ed esclusione sociale […]”

Spesso i fattori di marginalità sono le persone marginali.

Dobbiamo poi fare una doverosa distinzione

  • Sicurezza reale – si basa su dati statistici ed è legata ad un aumento/diminuzione della criminalità.
  • Sicurezza percepita – sensazione di paura e incertezza che trova le sue radici principalmente in una condizione economica precaria e nella globalizzazione su scala mondiale. La sicurezza percepita (diversa dalla sicurezza reale) è stata associata al degrado.

Politiche per il decoro, ovvero come criminalizzare la povertà

Sono stati istituiti dei reati che sembrano colpire maggiormente alcune categorie di persone

Se condanno l’omicidio, condanno l’atto. Se condanno l’accattonaggio, condanno la persona povera che non può vivere diversamente.

*l* cittadin* perbene è col*i che consuma, non dipende dai servizi, non infastidisce e non sporca le città-vetrina

Consumo di alcool e disturbo della quiete pubblica ad esempio vanno a braccetto. 

Il consumo di alcool è incentivato se consumato in luoghi adibiti al commercio. Una birra ad un tavolo in una piazza centrale è incoraggiata. La stessa birra comprata al supermercato e bevuta sugli scalini della stessa piazza è degrado.

Si sono divise le persone tra persone per-bene e per-male.

  • PER-BENE – tutt* coloro che, potendosi permettere di consumare nella nostra società, si muovono nello spazio cittadino comprando e “facendo girare l’economia”.
  • PER-MALE – tutt* coloro che non consumano, che sostano (e non comprano) e impediscono il quieto vivere (e spendere) dei per-bene

Non dimentichiamo le ordinanze

Il 68% delle ordinanze emanate hanno come obiettivo quello di ridimensionare:

  • intrattenimento
  • uso degli spazi della città da parte dei giovani
  • comportamenti non penalmente rilevanti di tossicodipendenti, prostitut* e senza dimora

Non si prevengono comportamenti pericolosi, si attaccano persone specifiche che usufruiscono degli spazi in modo diverso da quanto concesso dal capitalismo.

FONTI

Contro il Decoro – T. Pitch

Dentro la globalizzazione – Z. Bauman

In nome del decoro Dispositivi estetici e politiche securitarie – C. Pisanello

La società della prevenzione – T. Pitch

Le vittime di omicidio – ISTAT

Social Insecurity and the Punitive Upsurge, Punishing the poor: The neoliberal government of social insecurity – L. Waquant

Lascia un commento