You are currently viewing International student migration

International student migration

Con l’espressione “International student migration” (ISM) si intende il movimento di studenti che studiano al di fuori del proprio paese di nascita o di cittadinanza per un periodo di 12 mesi o più.

Tale attività è in continua crescita, alimentata dalla globalizzazione ed internazionalizzazione dell’istruzione. Con la rapida ascesa dell‘istruzione internazionale sempre più studenti cercano un’istruzione di livello superiore in paesi stranieri.

Lo studio all’estero diventa poi spesso un trampolino di lancio per trasferire permanentemente la residenza all’interno del nuovo paese.

Il contributo intellettuale ed economico che ciò apporta alle economie delle nazioni ospitanti, ha incoraggiato spesso gli stati ad implementare iniziative per facilitare l’arrivo e l’integrazione di studenti stranier*, comprese modifiche sostanziali alle politiche e procedure in materia di immigrazione e visti.

Quali sono i Paesi di destinazione?

I Paesi OCSE ( ovvero quelli che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) accolgono circa l’85% de* studenti stranier* nel mondo. La maggioranza è concentrata in soli 6 Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Australia, Germania e Giappone).

L’Europa è una delle principali destinazioni, con circa 840.000 studenti internazionali. Tuttavia, la maggior parte di questa cifra riguarda studenti che si spostano da un Paese europeo ad un altro.

Perchè gli/le studenti decidono di migrare?

Ci sono molti fattori che contribuiscono al crescente numero di migrazioni studentesche.

  1. Molti Paesi in via di sviluppo hanno una scarsa offerta universitaria che non soddisfa la domanda. Di conseguenza, gli/le studenti non hanno altra scelta che studiare all’estero. In generale, chi cerca un’istruzione all’estero migra verso Paesi con istituti di istruzione effettivamente più sviluppati del proprio o che si credono essere tali.
  2. L’istruzione di livello superiore è diventata una delle principali merci di esportazione globale per i Paesi in via di sviluppo, che sfruttano le carenze domestiche modificando le proprie politiche sui visti e sull’immigrazione e fornendo incentivi a viaggiare all’estero. La speranza, è quella di un ritorno futuro dei propri “cervelli” per contribuire all’economia del Paese (eventualità che però raramente si verifica).
  3. Un altro fattore importante che contribuisce alla migrazione studentesca è il desiderio di studiare in una lingua diversa da quella di nascita.

Altri fattori includono la riduzione delle spese di viaggio e una maggiore tecnologia di comunicazione che ha reso gli studi all’estero più accessibili.

Tuttavia, ci sono anche molte sfide e difficoltà che prendere questa decisione comporta, come del resto accade per qualunque tipo di migrazione.

  • Integrazione: All’arrivo nel paese ospitante, gli/le studenti internazionali spesso sperimentano uno shock culturale, ma sono comunque costrett* ad affrontare questioni amministrative e burocratiche, spesso aggravate dalle barriere linguistiche.
  • Costi: Gli/le studenti internazional* devono spesso far fronte a costi aggiuntivi che gli/le studenti autocton* non devono sostenere, come le tasse per l’elaborazione delle domande di iscrizione, visti e permessi di soggiorno, nonché le tasse scolastiche. Inoltre, alcuni paesi richiedono che gli/le studenti internazionali abbiano una certa somma di denaro (fino a qualche migliaio di euro) nei loro conti bancari per ottenere ed estendere i permessi di soggiorno.

Di conseguenza, i costi elevati dell’ISM potrebbero impedire ad alcun* studenti talentuos* di perseguire adeguatamente il proprio sviluppo personale e professionale.

  • Accesso al mercato del lavoro: Dati gli alti costi dell’ISM, molt*studenti vivono in funzione dei propri lavori part-time, che sono anche una buona opportunità per loro di acquisire esperienza lavorativa, costruire reti professionali e migliorare le loro abilità linguistiche. Tuttavia, il loro accesso al mercato del lavoro nel paese ospitante è spesso limitato a poche ore a settimana e l’ottenimento dei permessi di lavoro è difficile e richiede tempo.

Questo spinge gli/le studenti a propendere per il lavoro illegale.

FONTI

–        https://core.ac.uk/download/pdf/43673607.pdf

–        https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1056459.pdf

–        https://en.wikipedia.org/wiki/Student_migration#History

–        https://cadmus.eui.eu/handle/1814/63603   

–        https://nvvn.nl/migration-and-education-international-student-mobility/      

Lascia un commento