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GIORNATA MONDIALE DEL COMING OUT

COS’È IL COMING OUT

Il coming out (letteralmente in italiano “venire fuori”) è la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.

Questa espressione deriva dalla frase inglese “coming out of the closet” (“uscire dal ripostiglio” o “uscire dal nascondiglio”), cioè “uscire allo scoperto”.

DIFFERENZA COMING OUT E OUTING

Se con “coming out” ci riferiamo alla dichiarazione di qualcosa di personale, di nostro, con “outing” ci riferiamo alla dichiarazione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere di altrз.

L’outing è una vera e propria forma di violenza verbale. Ancora in troppi stati essere parte della comunità LGBTQIA+ è illegale, talvolta è addirittura punito con la morte, ma anche in uno Stato in cui ciò non accade, non sempre possiamo dirci certi di essere al sicuro.

Moltз di noi provengono da famiglie più o meno omofobe, da contesti più o meno chiusi, sono circondatз da persone più o meno civili.

Talvolta fare coming out è pericoloso ed è proprio per questo motivo che non dovrebbe essere imposto a nessuno, nemmeno a coloro che non subirebbero nessuna conseguenza.

Non parliamo solo di sicurezza fisica, ma anche psicologica. Spesso le discriminazioni più sottili sono anche quelle più pericolose: pettegolezzi, scherzi, battute insensibili, stereotipizzazione.

COS’E IL COMING OUT DAY E COM’È NATO

Il Coming Out Day si tiene ogni anno l’11 Ottobre. È una ricorrenza internazionale in cui la comunità LGBTQIA+ celebra l’importanza del coming out.

Si è tenuto per la prima volta negli USA l’11 Ottobre 1988, grazie a Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico e attivista LGBTQIA+ di Los Angeles. I due lanciarono l’idea durante il laboratorio “The Experience and National Gay Rights Advocates” e scelsero questa giornata perché sarebbe stato il primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay.

La prima celebrazione si tenne nella sede della National Gay Rights Advocate a West Hollywood, in California. Erano presenti 18 dei Paesi degli Stati Uniti e i principali media nazionali.

Grazie all’importante copertura mediatica che veniva riservata all’evento ogni anno, la celebrazione del Coming Out Day si estese a tutto il territorio nazionale e poi anche al suo esterno.

HA ANCORA SENSO FARE COMING OUT?

Ma nel 2021 ha ancora senso fare coming out?

Nel 2019, alla vigilia dell’Eurovision, Mahmood scatenò un polverone dichiarando che “Etichettare qualcuno al giorno d’oggi è come tornare indietro, al passato, perché quando etichetti dividi e crei distanze tra le persone. Io credo nell’unire le persone e nel celebrare le differenze. Credo che le etichette non siano buone per un artista o per chiunque altro”.

Due anni dopo, ha dichiarato di essere stato frainteso e la polemica è stata archiviata, ma ciò non toglie che possa essere un interessante spunto di riflessione.

In una società utopica, non più cis-etero normata, fare coming out non sarà più necessario. Dichiarare la propria appartenenza alla comunità LGBTQIA+ in qualsiasi modo o forma sarà superfluo. La nostra identità di genere o il nostro orientamento sessuale non saranno più qualcosa che ci definisce come individui. O almeno questo è ciò che ci auguriamo.

Purtroppo però non viviamo in questa fantasia. La società in cui siamo cresciutз, in cui siamo statз formatз e di cui facciamo parte come individui attivi, è oggettivamente fondata sull’idea che “cisgender ed etero” sia la normalità e che tutto ciò che sia “altro” vada dichiarato, specificato.

Ma se questo è il contesto in cui siamo costrettз a vivere, fare coming out diventa un atto rivoluzionario, un atto politico.

Nel momento stesso in cui ci dichiariamo altro stiamo sia dando voce a noi stessз, che a tuttз coloro che sono costrettз al silenzio. Stiamo dando un volto alla comunità. Stiamo normalizzando la nostra identità dandole il nostro volto, quello də amicə, də figliə, də collegə.

“La maggior parte delle persone pensa di non conoscere nessuno gay o lesbica, e in realtà tutti lo conoscono. È imperativo uscire allo scoperto e far sapere alla gente chi siamo e dissuaderla dalle sue paure e dai suoi stereotipi”, ha detto Robert Eichberg nel 1993. 

Ma storicamente parlando, già nel 1869, cento anni prima dei Moti di Stonewall, la cosiddetta “autodenuncia” era stata teorizzata come strumento di liberazione per le persone omosessuali da parte di Heinrich Ulrichs.

Autodenunciandosi era possibile togliere il potere all’oppressore perché non c’era più niente da svelare, era una riappropriazione della propria identità.

QUEST’ANNO IL PARLAMENTO EUROPEO CELEBRERÀ IL COMING OUT DAY

Quest’anno il Parlamento Europeo celebrerà per la prima volta il Coming Out Day e la celebrazione si dividerà in due parti.

L’evento verrà aperto da una performance di Inke Gieghase, giovane poetə non-binary. Poi i membrз di ‘Égalité’ (l’associazione del personale delle istituzioni europee LGBTIQ+) condivideranno “le loro riflessioni ed esperienze di coming out sul posto di lavoro”, spiega il programma.

La discussione “si concentrerà su come la cultura del lavoro del Parlamento europeo può favorire l’inclusione e creare un ambiente sicuro e di supporto per tutto il personale e i visitatori LGBTQIA+”.

COMING OUT E PANDEMIA

La pandemia ha impattato la vita di tuttз, ma come ha influito su coloro che si sono scopertз parte della comunità e per coloro che ancora non avevano fatto coming out?

A tal proposito, il New York Times ha creato un articolo d’opinione interattivo in cui racconta alcune testimonianze che ci possono dare una prospettiva multicolore sulla questione.

Leith, 45 anni, ha dovuto aspettare di essere certa che il suo lavoro fosse al sicuro. Temeva che il suo coming out come donna transgender, in un periodo di così grande precarietà, potesse influire negativamente sulla sua occupazione e che la crisi globale potesse venir usata come scusa per licenziarla.

Dale, 63 anni, è riuscito a fare coming out come bisessuale con la sua famiglia perché la pandemia gli ha fatto capire quanto breve sia la vita e che non aveva più tempo da perdere, non poteva più nascondersi.

Chris, 21 anni, è riuscitə a comprendere, accogliere ed esprimere la sua identità non binaria grazie a TikTok e alle numerose rappresentazioni queer che il social propone. Il coming out con la famiglia è stato traumatico, doloroso, ma è comunque riuscitə a trovare una “found family”, una famiglia scelta, di amicз che lə accettanə e non invalidano il suo vero sé.

COME CREARE UN AMBIENTE SICURO PER L3 TU3 AMIC3 LGBT

Se non fai parte della comunità, cosa potresti fare nel tuo quotidiano per stabilire uno spazio sicuro all’interno della tua cerchia di amicizie, nel tuo luogo di lavoro o a casa tua?

Ecco alcuni consigli:

  • Informati sullo spettro LGBTQIA+: la conoscenza rimane la migliore arma per combattere il pregiudizio
  • Sii apertə al dialogo, ma non sovrastare le voci delle persone queer
  • Credi a ciò che ti viene detto: no, non è una fase. no, non è indecisə.
  • Riconosci i tuoi errori: sbagliare è umano, la cosa importante è imparare e migliorarsi
  • Riconosci il tuo privilegio di persona cis-etero
  • Sii consapevole di ciò che ti succede intorno e non rimanere passivə: se assisti ad un atto di omo-lesbo-bi-transfobia intervieni
  • Compi piccoli gesti per lз tuoз amicз che fanno parte della comunità: accompagnalз al Pride, appendi una bandiera arcobaleno. Le azioni sono più rumorose delle parole
  • Quando ti presenti esplicita i tuoi pronomi, chiedili alla persona con cui stai parlando e rispettali
  • Se qualcuno ti fa coming out mantieni il segreto, non è la tua storia da raccontare
  • Ascolta, mostra empatia

“Scared is what you’re feeling. Brave is what you’re doing.”

“Spaventato è come ti senti. Coraggioso è quello che stai facendo.”

Emma Donoghue

Fonti:

https://edition.cnn.com/2018/06/22/health/lgbt-how-to-be-an-ally-trnd/index.html

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