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Il fardello necessario della Memoria #dirittiumani 

Introduzione 

Il 27 gennaio si celebra il “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione deз cittadinз ebreз-italianз e coloro che hanno subìto prigionia politica. Le testimonianze deз sopravvissutз hanno aiutato a mantenere vivo il ricordo dell’orrore fino ad oggi. Ma ora siamo noi a dover ricordare ciò che è accaduto, analizzando le motivazioni, gli inizi, le evoluzioni e le conseguenze che hanno portato a ciò che è successo. La Memoria, quindi, diventa un fardello necessario per imparare, per evitare che ciò possa ripetersi. Magari sotto altre forme.   

Antisemitismo storico: terreno fertile per l’abominio successivo 

Storicamente lз ebreз non hanno goduto di una buona reputazione nelle popolazioni europee e successivamente americane. Infatti, l’antisemitismo e la successiva volontà di genocidio non nascono dal nulla, ma affondano le proprie radici sulle discriminazioni antigiudaiche normalizzate nel tempo. 

Alcuni falsi storici sono stati creati ed usati per la persecuzione politica e religiosa deз ebreз come i “Protocolli degli Anziani di Sion”. Altri esempi si possono avere nelle violente sommosse popolari contro le minoranze ebraiche. Questi “pogrom” sono stati usati molto spesso nell’Europa dell’Est (soprattutto Russia zarista) e avvallati dalle stesse autorità. Ovunque lз ebreз venivano etichettatз come “corpi estraneз” agli stati nazionali, traditorз della patria (si veda il caso Dreyfus), affaristз senza scrupoli, assassinз.  

Secoli di stereotipi avevano contribuito a creare delle narrazioni antiebraiche su cui molti partiti europei fecero la loro fortuna, soprattutto partiti nazionalisti. L’esempio più eclatante fu il Partito Nazista tedesco che dal 1919 in poi fece della “Questione ebraica” la sua principale ragion d’essere. 

Il terreno, quindi, era sicuramente fertile per provare a spostare l’asticella verso l’orrore più profondo della mente malata nazista. 

Foto di Dave Herring su Unsplash (pubblicato il 4 aprile 2019) https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-che-indossa-un-cappello-nero-in-piedi-di-fronte-a-un-muro-di-pietra-B9D_jRoWiys

Le leggi razziali in Germania e in Italia 

Dopo la vittoria delle elezioni e l’incendio del Reichstag, il 7 aprile del 1933 il Terzo Reich emanò le leggi razziali contro lз ebreз tedeschз. Iniziò il periodo di persecuzione antisemita, dove lз ebreз vennero discriminatз, privatз dei loro beni e allontanatз dalla vita pubblica. Nello stesso periodo nacquero i primi campi di concentramento destinati prima aз prigionierз politici e successivamente alз ebreз, zingarз e omosessuali. Mentre le discriminazioni antisemite crescevano, di pari passo esplodevano le violenze contro sinagoghe, attività commerciali ebraiche o semplici case private di cittadinз tedeschз di origine giudaica. Le violenze culminarono nella “Notte dei cristalli”, nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1938. Moltissime sinagoghe vennero distrutte e 26000 ebreз vennero arrestatз. Gli altri stati accolsero con riluttanza lз immigratз provenienti dalla Germania che cercavano di scappare dalla persecuzione. Anche in una situazione estrema come questa, i pregiudizi presero il sopravvento con diversi stati che imposero dei limiti all’immigrazione ebraica. 

In Italia durante il Ventennio la situazione precipitò in fretta. Inizialmente vi fu un attacco alla parità deз cittadinз ebreз rispetto alз italianз. La cittadinanza giudea rappresentava una parte minima della popolazione italiana, ma Mussolini volle comunque uniformarsi volontariamente all’alleato tedesco alla fine degli anni ‘30. Le leggi razziali italiane vennero emanate a partire dal 5 settembre 1938, con un crescendo continuo di discriminazioni che escludevano di fatto lз ebreз dalla vita pubblica.  

La situazione con la guerra divenne ancor più tragica. 

Foto di hoch3media su Unsplash (pubblicato il 2 giugno 2020) https://unsplash.com/it/foto/edificio-in-cemento-bianco-sotto-il-cielo-nuvoloso-durante-il-giorno-tccpANvOY_4

La guerra e l’accelerazione della “Soluzione finale” 

Sin dal 1933 i campi di concentramento in Germania avevano funzionato come luogo di lavori forzati, e divennero ancor più utili nel contesto di un paese in guerra, dal 1939 in poi. Successivamente però lз gerarchз nazistз videro materializzarsi sotto i propri occhi la possibilità di “risolvere una volta per tutte” la “questione ebraica”. Alcuni campi di concentramento vennero convertiti in veri e propri campi di sterminio. Il resto della storia è tristemente noto. Ebreз, zingarз, omosessualз, prigionierз politicз e di guerra vennero internatз e non fecero mai più ritorno a casa. Le modalità di sterminio vennero ottimizzate per togliere più vite nel minor tempo possibile. La macchina della morte nazista divenne sempre più efficiente. Col progredire della guerra ad est le file dei campi di sterminio divennero sempre più grosse, rastrellando lз ebreз nelle zone occupate della Polonia, dell’Ucraina e balcaniche. 

Treni carichi di persone partivano da tutte le zone occupate daз nazistз, compresa l’Italia. Dopo l’8 settembre 1943 la discriminazione italiana si trasformò in deportazione. Contribuì a ciò la successiva nascita della Repubblica Sociale Italiana, con l’Italia che passò dallo status di Nazione alleata deз nazistз a territorio occupato. Tristemente note sono le storie del ghetto ebraico di Roma da cui vennero rastrellati moltissimз ebreз che non fecero più ritorno a casa. Il 16 ottobre 1943, quando Roma era ancora sotto il controllo nazista, più di 1000 persone vennero deportate ad Auschwitz, con la collaborazione delle milizie fasciste italiane. Solo in 16 fecero ritorno dopo la guerra.  

Foto di Karsten Winegeart su Unsplash (pubblicato il 16 settembre 2020) https://unsplash.com/it/foto/foto-in-scala-di-grigi-delledificio-in-vetro-con-struttura-in-metallo-odeopNXzGNk

La memoria dell’orrore: ricordare per non dimenticare mai 

Alla tragedia della guerra si aggiunse la follia dell’orrore nazista, la discriminazione che si trasforma in genocidio. Lз nazistз, consapevolз delle atrocità che avevano commesso, cercarono di nascondere al mondo l’abominio che avevano creato. Lз collaborazionistз italianз cercarono di discolparsi dalle loro azioni, e solo recentemente sono state riconosciute le responsabilità storiche deз fascistз durante l’occupazione. Tutto il mondo scoprì delle atrocità naziste dopo la fine del conflitto e moltз gerarchз vennero condannatз durante il processo di Norimberga. O per lo meno, quelli che non si suicidarono.   

Inizialmente per le vittime fu difficile riuscire a parlare di ciò che era avvenuto. Fra lз sopravvissutз moltз non se la sentirono di ritornare alle loro vecchie case, poiché temevano ancora per la propria vita. Mentre cresceva l’emigrazione verso la Palestina che avrebbe portato alla nascita dello Stato di Israele, in moltз cercarono di raccontare ciò che avevano vissuto. Ampi reportages vennero dedicati dai giornali in paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Francia, con le terribili immagini provenienti dai campi. In Italia, nonostante le testimonianze di intellettuali come Primo Levi, si interpretò la Shoah come uno dei molti crimini di guerra nazisti. Sicuramente delitti gravissimi, ma inizialmente non ne venne mai riconosciuto a pieno l’orrore e la meticolosità con cui venne perpetrato lo sterminio. La situazione infatti contrastava con la voglia di ricominciare deз italianз e del mondo della politica, lasciandosi alle spalle il conflitto e il collaborazionismo di parte della popolazione. Inoltre, per evitare problemi interni non si volle sottolineare il collaborazionismo fascista; infatti, non esistette mai una “Norimberga italiana”. Il tutto venne derubricato a una pagina buia imposta dall’occupante nazista, un’imposizione avulsa dal contesto italiano. 

Ma negli ultimi anni è cresciuta una volontà di consapevolezza degli orrori dell’Olocausto e una necessità di ricordare le vittime della follia omicida nazista. Con la Legge del 20 luglio 2000 (n° 211) l’Italia riconosce il 27 gennaio come “Giorno della Memoria”, uniformandosi alle date già presenti in Germania e Regno Unito. L’Italia si dotò di questa giornata prima dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La data non è casuale; infatti, è il giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. L’intento della giornata è quello di ricordare le vittime della Shoah, le leggi razziali e la persecuzione italiana verso lз ebreз, celebrando al contempo chi si è impegnato per fermare quest’orrore. È un giorno dedicato alla riflessione storica, alle testimonianze deз sopravvissutз e al ricordo di chi non ha più fatto ritorno. 

Gli orrori che hanno portato alla più grande catastrofe della storia sono partiti da azioni semplici, pregiudizi stupidi ma allo stesso tempo estremamente radicati all’interno delle coscienze. Attraverso l’accettazione di stereotipi e di azioni sempre più disumanizzanti, si è spostata l’asticella dell’accettabile sempre più in là, fino al punto di non ritorno. Il percorso lento che ha portato al più immane genocidio che la mente umana possa pensare ci insegna una cosa: ricordare per far sì che non succeda mai più. Ed è per questo che esiste la Giornata della Memoria. 

Foto di Colin C Murphy su Unsplash (pubblicato il 30 novembre 2021). https://unsplash.com/it/foto/una-foto-in-bianco-e-nero-di-una-stazione-ferroviaria-m9h1ZcpoM14

FONTI: 

https://presidenza.governo.it/USRI/confessioni/norme/legge_211_2000.pdf

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/displaced-persons?series=115

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/deportations-to-killing-centers

https://phd.uniroma1.it/dottorati/cartellaDocumentiWeb/79d76e4f-baec-4f85-b8bd-55f1a5638bf7.pdf

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/collaboration

https://www.wired.it/article/ghetto-ebraico-di-roma-rastrellamento/

https://www.museodiffusotorino.it/files/immagini_pagine/429_LE%20LEGGI%20RAZZIALI.pdf

https://www.treccani.it/enciclopedia/pogrom/

https://www.treccani.it/enciclopedia/antisemitismo/

https://www.ipsos.com/it-it/27-gennaio-giorno-memoria-2022-conoscenza-italiani-olocausto#:~:text=La%20data%20di%20commemorazione%2C%20per,sancendo%20la%20fine%20dell’Olocausto.” 

https://www.osservatorioantisemitismo.it/antisemitismo/.

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