Terapie di conversione: a che punto siamo?

Secondo un sondaggio svolto da Trevor Project (2020), circa 6 giovani su 10 facenti parte della comunità LGBTQIA+ hanno riportato di essere statз incitatз a cambiare il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere; il 10% deз intervistatз ha affermato di essere statə sottopostə a terapie di conversione, il 78% di loro era minorenne e il 28% ha tentato il suicidio dopo essere statə costrettə a ciò. Il 17 maggio 1990 l’omosessualità venne ufficialmente eliminata dalla Classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati dall’OMS, ma nonostante ciò ancora oggi sono diffuse quelle che vengono comunemente definite terapie di conversione.

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Porajmos: la storia di un genocidio

Si stima che tra 200.000 e 500.000 persone Rom e Sinti furono assassinate dai nazisti e daз loro collaboratorз. Vennero schedatз, incarceratз, sterilizzatз e mandatз in campi di concentramento dove vennero identificatз con il triangolo nero o marrone. Questo prende il nome di Porajmos, il genocidio delle popolazioni Romanì, termine che significa "Divorare" o "Distruzione".

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L’intersessualità e il riconoscimento del diritto all’identità di genere

In Italia, una sentenza della Corte Costituzionale del 2015 ha affermato che si riconosce “il diritto all’identità di genere quale elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona” garantiti dall’art. 2 della Costituzione e dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani. Ci sono state, sia in passato che nel 2017, altre sentenze simili ma, nonostante ciò, siamo ancora lontanз da quello che si potrebbe definire un vero e completo riconoscimento del diritto all’identità di genere nel nostro paese.

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Oltre il rosa e l’azzurro: decostruire il binarismo di genere

Nella società in cui viviamo, binaria e occidentale, veniamo abituatз fin dalla tenera età a pensare secondo la dicotomia maschio/femmina: un esempio di ciò può essere ritrovato nel fiocco rosa o azzurro che viene apposto dopo la nascita di unə bambinə, ma anche nei giocattoli che verranno considerati più adatti a discapito di altri. Accettare il binarismo di genere certamente semplifica le scelte della vita quotidiana: abbigliamento, shopping, attività sportive, documenti e così via, ma sempre più persone mettono in discussione non solo il genere che viene assegnato loro alla nascita, ma il concetto stesso di binarismo sessuale e di genere.

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