E tu, oggi ti senti blu? Da dove deriva “I’m blue” e perchè oggi è il Blue Monday

Le origini del #BlueMonday risalgono al 2005, in Gran Bretagna, a opera di Cliff Arnall, (divulgatore scientifico e psicologo presso l’Università di Cardiff). In un articolo pubblicato sul The Guardian, Arnall dichiarò di aver individuato la formula perfetta per analizzare la tendenza dз clienti delle compagnie e delle agenzie di vacanze a prenotare un viaggio. Nella disequazione, che analizzava diversi fattori come la distanza dal Natale, il fallimento dei buoni propositi di inizio anno, la capacità di fronteggiare spese imminenti, la motivazione ad agire delle persone e persino le condizioni meteorologiche, lo psicologo dichiarava la tendenza delle persone a prenotare un viaggio o una vacanza in condizioni di profondo malumore. La teoria è stata messa fin da subito sotto accusa dalla comunità scientifica e da diversз neuroscienziatз, e allo stesso tempo il comunicato contenente la formula segreta venne acquistata da un'importante agenzia pubblicitaria, la Porter Novelli, che nel corso degli anni sfruttò ampiamente il «marchio» Blue Monday per una serie di campagne di marketing mirate. Blue Monday è chiamato “Blue Monday” perché, in inglese, “blue” significa tristezza e condizioni di batteria scarica, una malinconia nascosta. Anche le lingue assimilano questa convenzione: ad esempio, in inglese si chiama “#feelingblue” ovvero “sentirsi blu”, mentre in francese l’espressione corrispondente è “#avoirleblues”, che letteralmente significa “avere blu”. E tu, come ti senti oggi? Ricorda che il blue monday è una pratica assolutamente commerciale e che le emozioni sono qualcosa di molto complesso. Le emozioni sono il condensato della nostra vita. Come lascia sottintendere l'etimologia del termine esse mettono in movimento. Cioè in sostanza spingono all'azione o alla reazione. Capire l’origine e le cause scatenanti delle emozioni negative è di fondamentale importanza: infatti far finta di nulla e cercare di farsi scivolare addosso la negatività, non le fa sparire. Rifletti e cerca di dare un nome a ciò che senti, e poi cerca di individuare delle strategie (in autonomia o con altrз) per migliorare il tuo benessere psicologico. Ti consigliamo di guardare “Inside Out”: una rappresentazione per grandi e piccinз che aiuta a comprendere meglio il funzionamento delle nostre emozioni!

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Salute mentale non presente nella legge di bilancio

La pandemia di COVID-19 ha causato un aumento dei disturbi d’ansia e depressione maggiore in tutto il mondo, soprattutto nelle donne e neз giovani. É quanto emerge da una meta-analisi condotta da ricercatorз australiani, pubblicata ad ottobre 2021 da The Lancet. Lo studio, condotto daз docenti dell’Università del Queensland, ha registrato 76 milioni di casi aggiuntivi di disturbi d’ansia e 53 milioni in più di casi di depressione maggiore. Complessivamente, i casi di depressione maggiore sono arrivati a 246 milioni dai 193 milioni previsti (+28%) e i disturbi di ansia hanno conosciuto un incremento del 26%, passando da una previsione di 298 milioni a 374 milioni.

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Cucire per conoscersi

"Nonna, cosa si fa se si è disperatз?" "Si cuce, bambina mia. A mano, lentamente. Gustandosi ogni onda creata con le proprie dita." "Cucire fa allontanare la disperazione?" "No. Cucendo tu la decori. La guardi in faccia. L'affronti. Le dai forma. L'attraversi. E vai oltre." "Davvero è così potente cucire a mano?" "Certo cara. La gente non cuce più e per questo è disperata. Le sarte sanno che con ago e filo puoi affrontare qualsiasi situazione buia riuscendo anche a creare dei meravigliosi capolavori. Mentre muovi le tue mani è come se muovessi la tua anima in modo creativo. Se ti lasci trasportare dal ritmo ripetitivo del rammendo e del ricamo, entri in un vero e proprio stato meditativo. Riesci a raggiungere altri mondi. Ed il groviglio di fili emotivi dentro di te si ammorbidisce. Senza fare null'altro." "Cosa s'impara cucendo?" “Ad affrontare ogni punto. E basta. Senza pensare al punto successivo. Ci si focalizza sul punto presente, ad ogni cucitura. Che poi è quello che ci sfugge nella vita quotidiana. Siamo disperatз perché pensiamo sempre al futuro. E così facendo il ricamo diviene disarmonico, confuso, poco curato." "Sì, ma nonna... le preoccupazioni e le paure come si fanno a vincere con il cucito?" "Bambina mia… non le devi vincere. Le devi solo accogliere e comprendere. Cucendo tessi la trama della tua vita con le tue mani, sei tu a creare l'abito adatto a te stessa. Cucendo ti colleghi a quel filo sottilissimo che appartiene a tutta l'umanità e ai suoi misteri. Cucendo ti trasformi in un ragno che tesse la sua ragnatela raccontando silenziosamente al mondo tutti i segreti della vita. Intrecciando i fili intrecci i tuoi pensieri, le tue emozioni. E ti colleghi al divino che è in te e che tiene in mano l'inizio del filo." Elena Bernabè

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GLOBAL ORGASM DAY – L’ABC DELL’ORGASMO

Caldo, intenso, lungo, rapido, umido, improvviso, atteso, ma soprattutto ricercato. L'orgasmo è indubbiamente la meta più ambita di ogni incontro sessuale o scambio erotico, ma se si pensa al sesso come ad uno sport di squadra, l'orgasmo come traguardo diventa una reale vittoria solo se tutte le parti coinvolte vincono e sentono di aver contributo alla causa. In realtà, concentrarsi solo sull'orgasmo può diventare una fissazione poco utile alla causa, soprattutto se si pensa a quanto piacere sta nel mezzo del percorso che porta dall'inizio, all'apice. Vediamo quindi l'ABC dell'orgasmo, che migliorerà il vostro benessere sessuale come obiettivo del Global Orgasmo Day che si festeggia oggi!

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L’intersessualità e il riconoscimento del diritto all’identità di genere

In Italia, una sentenza della Corte Costituzionale del 2015 ha affermato che si riconosce “il diritto all’identità di genere quale elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona” garantiti dall’art. 2 della Costituzione e dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani. Ci sono state, sia in passato che nel 2017, altre sentenze simili ma, nonostante ciò, siamo ancora lontanз da quello che si potrebbe definire un vero e completo riconoscimento del diritto all’identità di genere nel nostro paese.

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Un film d’animazione che dovresti guardare…

Nell'ultimo film della trilogia di Kung Fu Panda, il maestro Shifu rivolge a Po queste parole: “Io non cerco di trasformare te in me, io cerco di trasformare te in te”. Po inizialmente non comprende il messaggio del suo mentore, eppure qualcosa in lui inizia a muoversi verso la scoperta dell'energia interiore. Un po' come Shifu fa con Po, il cinema fa con noi. I film d'animazione non sono film per “bambinз”, sono film dedicati ad un mondo interiore con cui oggi è sempre più difficile entrare in contatto. Tramite l'utilizzo di uno strumento artistico quale il cinema, arrivano messaggi che l'Io decodifica e interiorizza. Studi neuroscientifici di tutto il mondo spiegano e affermano quanto la cinematerapia sia oggi un mezzo particolarmente valido per l'educazione emozionale e l'intelligenza emotiva.

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La mascolinità tossica in adolescenza

Nella società odierna è opportuno riflettere sui fattori di rischio causati dalla mascolinità tossica nella formazione della propria identità personale, in particolare di genere, in adolescenza. Partendo da azioni apparentemente banali, come la scelta dello sport, a passi più importanti come l’approccio al sesso, è necessario riflettere su questo fenomeno per placarlo ed estinguerlo con le nuove generazioni. In questo articolo troverai spunti e riflessioni per lavorarci su ma anche azioni pratiche da mettere in atto.

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La dipendenza sessuale: una prospettiva clinica ai tempi del “proibizionismo” etico

Quando possiamo parlare di dipendenza sessuale? Quando ci troviamo di fronte una persona con fantasie sessuali ricorrenti; impulsi e comportamenti promiscui per un periodo di sei mesi o più, che non siano causati da altri problemi, come ad esempio l’abuso di sostanze, un’altra condizione medica o episodi maniacali associati al disturbo bipolare. Inoltre deve essere presente uno schema di attività sessuale in risposta a stati d’animo spiacevoli (es. sentirsi depressi) o uno schema ripetitivo di comportamenti che utilizzi il sesso come modalità di risposta allo stress. I comportamenti sessuali devono inoltre essere fonte di disagio per chi li attua, tanto da interferire con le relazioni, il lavoro o ad altri aspetti importanti della vita personale. Per questo motivo tra i criteri sono inclusi i tentativi compiuti dal soggetto al fine di ridurre o interrompere le attività sessuali vissute come problematiche. La dipendenza sessuale può essere trattata con un approccio integrato di psicoterapia e terapia farmacologia per evitare le possibili conseguenze: perdita di controllo sulle crescenti fantasie e comportamenti sessuali; aumento di frequenza e intensità di pensieri e comportamenti sessuali nel corso del tempo (escalation); impoverimento della creatività, l’intimità e /o il tempo libero; irritabilità e rabbia quando si cerca di smettere con i comportamenti sessuali; isolamento sociale ed emotivo; disturbi dell’umore; conseguenze negative più ampie a livello relazionale, emotivo, fisico, finanziario, legale, ecc. legate ai comportamenti sessuali. In Italia la Dipendenza da Sesso è presente e ha una prevalenza del 5,8%.

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Che cosa significa essere “alla pari”? L’approccio del gender mainstreaming

Ormai è appurato che la partecipazione paritaria di uomini e donne all'interno della società contribuisce a garantire sviluppo e democrazia. Sebbene nel corso del tempo siano state attuate una serie di azioni volte alla riduzione delle disuguaglianze di genere, esse si sono rivelate non prive di limiti e non del tutto sufficienti per apportare grandi cambiamenti. Per questo, a partire dalla metà degli anni '90, nei programmi e nelle politiche dell'Unione Europea è andato progressivamente ad affermarsi l'approccio del #gendermainstreaming. Ma in cosa consiste? E quali sono le sue implicazioni?

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Oltre il rosa e l’azzurro: decostruire il binarismo di genere

Nella società in cui viviamo, binaria e occidentale, veniamo abituatз fin dalla tenera età a pensare secondo la dicotomia maschio/femmina: un esempio di ciò può essere ritrovato nel fiocco rosa o azzurro che viene apposto dopo la nascita di unə bambinə, ma anche nei giocattoli che verranno considerati più adatti a discapito di altri. Accettare il binarismo di genere certamente semplifica le scelte della vita quotidiana: abbigliamento, shopping, attività sportive, documenti e così via, ma sempre più persone mettono in discussione non solo il genere che viene assegnato loro alla nascita, ma il concetto stesso di binarismo sessuale e di genere.

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