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Quanto è disuguale il sistema scolastico?

Il sistema scolastico italiano risente molto spesso delle disuguaglianze che dilagano sempre più numerose nel suo complesso disegno. La scuola è pensata, oltre che per la pura acquisizione di nozioni, anche per insegnare aɜ giovani a muoversi all’interno di un contesto sociale che risente inevitabilmente dei cambiamenti che avvengono al di fuori delle mura scolastiche ma con cui spesso fatica a interfacciarsi. Nell’ultimo decennio sono nati numerosi movimenti di protesta sociale che hanno portato alla luce moltissime problematiche relative specialmente all’ambito dell’inclusione e della parità. Il mondo ha iniziato a interrogarsi sul ruolo che alcune “categorie” di persone ricoprono e con questo è partito un rapidissimo processo di normalizzazione di ciò che fino a pochi decenni fa era fonte di profonde discriminazioni o addirittura di forzata medicalizzazione: basti pensare ad esempio che fino al 1990 l’omosessualità era considerata una vera e propria malattia. Oggi queste disuguaglianze si manifestano ancora moltissimo nella società e più fortemente ancora nelle scuole. Il motivo per cui il percorso scolastico è fondamentale nel processo di normalizzazione è duplice: da un lato è come se attualmente restasse un passo indietro rispetto al rapidissimo progresso e dall’altro garantire un’istruzione inclusiva senza disparità può aiutare nel percorso verso una società, oggi strettamente utopistica nella maggioranza dei Paesi del mondo, libera dalle discriminazioni. L’ignoranza è la fonte di moltissimi problemi sociali e colmarla significa garantire un futuro migliore all’intera società. Cercare di negare l’esistenza di persone diverse dalla eterocisnormatività bianca e abile non porterà mai ad un miglioramento netto della qualità della vita di queste persone come di tutto il mondo che le circonda. Questa negazione si manifesta spessissimo nelle scuole, specialmente alle superiori dove lɜ ragazzɜ iniziano a formarsi come persone e manifestano la loro personalità: quante volte è successo che unə studentə non piacesse ad alcunɜ suoɜ insegnanti perchè omosessuale o con i capelli colorati o tatuato o dislessico o di un credo diverso dal cattolicesimo o di un genere che non aggrada o con la pelle più scura di quanto non sia di norma riconosciuto a unə italianə…? O al contrario: quante volte è successo che unə insegnante facesse apprezzamenti e favoritismi a studentɜ che rientravano nel loro concetto di “normalità”?

Perché un mondo senza discriminazioni sia possibile è importante che lɜ studentɜ

abbiano la possibilità di partecipare in modo attivo alla loro istruzione collaborando con il corpo docente nella formazione di un programma di educazione civica che spazi ben oltre i progetti proposti dalle scuole che sono spesso volti a evitare di affrontare determinati argomenti ritenuti scomodi da dei sistemi spesso di vedute più ristrette di quanto non ci si possa aspettare. Spessissimo lɜ alunnɜ vengono accusatɜ contemporaneamente di non interessarsi sufficientemente alla propria istruzione e di pretendere di avere il diritto di avere voce in capitolo quando non è loro concesso: ritengo che lɜ alunnɜ delle scuole superiori siano abbastanza maturɜ da poter avere delle proposte funzionali che, affiancate dall’esperienza deɜ adultɜ, possano diventare progetti formativi molto interessanti. Questo oltre a normalizzare la presenza della diversità, insegnerebbe e invoglierebbe lɜ giovani ad essere più attivɜ, partecipi e consapevoli della stessa società che oggi lɜ critica per la loro superficialità e disattenzione rispetto a problematiche di tipo politico e sociale.

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