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Sex work e la legge Merlin

Sex Work è un termine ombrello che racchiude qualsiasi attività che prevede una prestazione erotica/sensuale/sessuale in cambio di una retribuzione economica.

Dalla prostituzione su strada, a quella indoor (centri massaggi, locali, appartamenti), dalla pornografia ai massaggi erotici, dai live show alle chat erotiche alla vendita di contenuti erotici/pornografici, ecc.

Sex work è un termine che ha una storia politica.

Venne introdotto per la prima volta da Carol Leigh (in arte Scarlot Harlot), artista, sex worker e attivista femminista, durante una conferenza organizzata dalla “Women Against Violence in Pornography and Media” (1978).

Sex work apparve per la prima volta su carta stampata nel 1984, in un articolo dell’Associated Press Newsire, ma diventò di uso comune nel 1987 con la pubblicazione del testo Sex Work: Writings by Women in the Industry a cura di Frédérique Delacoste and Priscilla Alexander.

Questo termine ci piace perché

  • tiene conto della pluralità delle forme di lavoro sessuale;
  • rende esplicito che si sta parlando di un lavoro;
  • dimostra una presa di coscienza politica da parte delle lavoratrici. 

La legge Merlin (“Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui”) fu approvata nel gennaio del 1958 con 385 favorevoli e 115 contrari, dopo un iter parlamentare di quasi 10 anni.

Da un modello prostituzionale regolamentista in cui lo Stato interveniva pesantemente nella gestione e controllo della prostituzione, l’Italia passa a un modello chiamato abolizionista. 

La Merlin è composta da tre capi:

  1. “Chiusura delle case di prostituzione”
  2. “Dei patronati ed istituti di rieducazione”
  3. “Disposizioni finali e transitorie”

Oltre a disporre la chiusura delle case chiuse, introduce i reati di favoreggiamento, sfruttamento, induzione, reclutamento e inizialmente adescamento.

La prostituzione in Italia è legale.

La legge però, presenta numerosi problemi, ad esempio:

  • non è inclusiva, in quanto ci parla solo di donne e di prostituzione, invisibilizzando tutte le altre soggettività e forme di sex work.
  • non considera il lavoro sessuale un lavoro, anzi esprime un giudizio etico-morale.
  • prostituirsi legalmente e in sicurezza è molto difficile a causa della poca chiarezza dei reati collaterali e dell’ampia discrezionalità dei comuni, che spesso e volentieri emanano ordinanze antiprostituzione.

La Merlin va cambiata, ma non è sufficiente.

Abbiamo bisogno di abbattere lo stigma nei confronti dell/dei sex worker, e per farlo serve educazione!

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