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Non ci cancellerete! L’orrore delle terapie di riconversione sessuale

TW: violenza, tortura

Ci sono persone che ritengono l’omosessualità un errore. Altre la reputano una malattia.

Il problema sta tutto in questo termine sconfortante, poiché di fatto l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha escluso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali nel 1990.

Lo stesso aveva affermato Freud già nel 1935 (benché talvolta le sue affermazioni non dimostrino piena approvazione in materia).

I centri di conversione sessuale sono strutture che accolgono persone che decidono (da sé o per altr*) di intraprendere un percorso.

Questo percorso mira a “eliminare” il loro orientamento sessuale.

Talvolta si tratta di adolescenti che in autonomia prendono tale decisione in seguito alla percezione di una società opprimente e denigrante.

Incapaci di combattere o resistere alle persecuzioni, scelgono di iniziare un cammino verso la “liberazione”.

Le terapie vengono prese con estrema convinzione anche da* psicoterapeut*.

Quest* costringono chi partecipa a sottoporsi a sedute frequenti. I metodi utilizzati sono l’ipnosi, l’elettroshock ai genitali (per creare un collegamento tra desiderio sessuale e dolore), castrazione chimica, lobotomie e ricondizionamento della masturbazione.

Generalmente i centri sono gestiti da estremisti di fede cattolica, convintisi di avere una missione per purificare il corpo “malato” di chi si rivolge loro. Alla base c’è l’idea di dover rimuovere il “peccato” instillatosi negli individui in questione.

Sembra fantascienza, qualcosa di atroce, impensabile: eppure i centri attivi in tutto il mondo sono tantissimi.

Sono vietati per legge da soli 4 Paesi (Taiwan, Malta, Ecuador, Brasile).

In America solo 14 stati su 50 citano la pratica di conversione come disumana.

Nel nostro paese l’Arcigay denuncia la presenza di alcune associazioni, accuse che vengono sempre prontamente smentite, nonostante non ci sia un divieto chiaro.

In Europa, nel marzo 2018 il Parlamento Europeo ha condannato le pratiche di conversione con un’ampia maggioranza.

Nello stesso anno al cinema sono usciti “La Diseducazione di Cameron Post” e “Boy Erased”. Entrambi centrati sull’argomento, hanno di certo contribuito ad una fedele rappresentazione di queste pratiche incivili e psicologicamente pericolosissime.

Fonti

sentichiparla.it

Huffpost

vociglobali.it

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