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Il rifinanziamento della Guardia Costiera Libica

Il 16 luglio scorso la Camera ha votato a favore del rifinanziamento della ”Guardia Costiera Libica”, uno degli interventi di politica internazionale descritto all’interno del Decreto Missioni.

La votazione ha creato polemiche e spaccature all’interno dei partiti di maggioranza.

A favore, in generale: Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico; Italia Viva non ha partecipato e solo in 23 hanno votato contro. 

A denunciare la contraddizione tra le intenzioni della missione, la dura concretezza dei fatti e le ideologie di partito in parte non rispettate, sono stati ad esempio Erasmo Palazzotto e Nicola Fratoianni (deputati di Liberi ed Uguali); Riccardo Magi (di +Europa); Laura Boldrini, Giuditta Pini e Matteo Orfini (del Pd).

Orfini infatti afferma:

“Oggi sappiamo che finanziare la Guardia Costiera Libica vuol dire finanziare chi uccide, chi stupra, chi tortura. Farlo dicendo che chiederemo loro di comportarsi bene non è riformismo, è solo una gigantesca e un po’ offensiva ipocrisia”.

Su Facebook, invece, Aboubakar Soumahoro, sindacalista che lotta per i diritti de* braccianti, evidenzia un altro problema insito nella questione, scrivendo:

”Il rifinanziamento della missione in Libia denota la trasversalità – da destra a sinistra, passando per quelli che si autodefiniscono post ideologici – della cultura e dell’ideologia razzializzante in materia di politiche migratorie in Italia […]. Le lotte si nutrono di coerenza, che è la valuta della credibilità e della fiducia”. 

Il Decreto Missioni è un documento che si occupa delle missioni militari internazionali italiane.

In particolare, per il 2020, è stato confermato il rafforzamento delle forze militari nella vasta area del Sahel, nell’Africa sub-sahariana, cruciale per il transito dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Confermato anche nel Golfo di Guinea, con lo scopo di contrastare la crescente pirateria e criminalità armata e nel Corno d’Africa, attraverso la proroga di alcune missioni dell’Unione Europea. 

Inoltre il 16 luglio scorso la Camera, attraverso una votazione separata, ha consentito al rifinanziamento e al supporto della ”Guardia Costiera Libica”.

Lo scopo principale era quello di assistenza nella gestione delle frontiere e della giustizia, col fine ultimo di contrastare le reti criminali. 

Le apparenti buone intenzioni devono essere tuttavia rivalutate davanti alla realtà dei fatti. 

L’Italia ha chiuso gli occhi di fronte alle evidenti violazioni dei diritti umani che si svolgono ogni anno da parte dei membri della ‘‘Guardia Costiera”, responsabili delle atroci condizioni de* migrant* nei centri di detenzione libici. 

E’ ormai evidente la loro collaborazione con i/l* trafficanti di esseri umani e, in un contesto di assoluto degrado, i ripetuti abusi, le violenze e le torture di ogni genere, testimoniati da* detenut* stess*.

Le accuse delle Nazioni Unite e le denunce da parte dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), però, ancora oggi non bastano per far cessare le collaborazioni tra Libia e Unione Europea. 

L’ Italia si è quindi resa complice nuovamente delle azioni disumane che coinvolgono migliaia di persone nei lager libici.

Sicuramente il contesto alla base di queste collaborazioni è complesso e delicato.

Proprio per questo è necessario un intervento comune da parte dell’Unione Europea: un cambiamento nell’approccio delle dinamiche migratorie e dell’accoglienza, che speriamo arrivi presto. 

FONTI

Autorizzazione e proroga missioni internazionali 2020

”Decreto missioni, maggioranza spaccata sul rifinanziamento della Guardia costiera libica” – La Repubblica

”Abbiamo rifinanziato la guardia costiera libica, un crimine contro l’umanità, siamo dei vili” – The Vision

”Decreto missioni: l’Italia rafforza la sua presenza in Africa” – ISPI

”L’Italia ha confermato i fondi alla Libia” – Il Post

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