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IVG (interruzione volontaria di gravidanza – “aborto”) – con aggiornamento delle linee guida

La legge che tutela il diritto all’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza), è la Legge 194/78. È stata introdotta nel 1978 dopo numerosi scontri per tutelare le donne che vogliono abortire senza dover ricorrere a pratiche pericolose e illegali.

Fino al 1975 l’aborto era in Italia ancora una pratica illegale. Ciò non significa che non vi fossero aborti. Erano note infatti le “mammane”, donne che praticavano aborti con strumenti non medici, in assenza di norme igieniche e con pratiche dannose per la salute delle donne (ferro da calza inserito nell’utero, o decotti con erbe che inducevano aborto o, in alcuni casi, l’avvelenamento della puerpera). 

Oggi in Italia una donna può richiedere una IVG entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Il periodo viene calcolato a partire dalla data delle ultime mestruazioni.

Per abortire, ci si può rivolgere a un consultorio, ad un* ginecolog* o al propri* medic* curante. Deve essere redatto un certificato (che attesti la presenza di una gravidanza) e un documento in cui si esprime la propria volontà ad interrompere la gravidanza. Se si è minori, serve il consenso di entrambi i genitori (o di un tutore).

In seguito, è necessario aspettare 7 giorni, trascorsi i quali si potrà abortire.

In Italia è possibile abortire in due modi:

Aborto Farmacologico (tra 0 e 49 giorni): è ammessa in Italia dal 2009 e si basa sull’assunzione di due principi attivi diversi, il mifepristone (RU486) e una prostaglandina, a distanza di 48 ore l’uno dall’altro. Verrà poi effettuato un controllo a distanza, entro 14-21 giorni dalla dimissione.

Aborto Chirurgico (tra 50 e 89 giorni): L’intervento medico-chirurgico comporta un ricovero in day hospital. Si entra la mattina e si viene dimesse nel pomeriggio dello stesso giorno, salvo complicazioni. L’intervento, effettuato in anestesia, avviene in sala operatoria.

Perché abortire in Italia spesso è complicato?

  • Le liste di attesa in ospedale possono prevedere da 8 a 30 gg. di attesa. Ricorrere all’IVG diventa spesso una corsa contro il tempo.
  • Molti medici in Italia sono obiettori di coscienza. I ginecolog* obiettor* sono il 68,4%. Gli anestesist* il 45,6% e il personale sanitario il 38,9%. In alcune regioni d’Italia troviamo percentuali del 96,4% (Molise), dell’88% (Basilicata). A Bolzano si arriva all’ 85,2%. 
  • Si è costretti a spostarsi in città o addirittura regioni diverse per trovare un medic* non obiettor*. Ciò implica un aumento dei tempi e maggiori difficoltà (assenze dal posto di lavoro, ricerca di un accompagnatore se non si è automunite etc)
  • Poca conoscenza dei propri diritti.
  • Pressioni psicologiche che mirano a screditare e stigmatizzare la scelta.

E dopo i 90 giorni? 

È possibile praticare l’aborto terapeutico (ITG) se la gravidanza o il parto comportano un grave pericolo per la vita della donna, o quando sono accertate patologie che possano determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. Generalmente in Italia, non si va oltre la 22-24esima settimana

Cosa ne pensate? Secondo voi durante il periodo di Lockdown è stato rispettato questo diritto?

AGGIORNAMENTO LINEE GUIDA INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA (Serena Montuori)

Lo ha annunciato, attraverso un tweet, il ministro Roberto Speranza.

“Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana”, scriveva così il ministro sul social. Il ministro, dopo che un blitz leghista in Umbria aveva tentato di vietare l’assunzione della pillola RU486 senza il ricovero si era rivolto all’ISS, per definire la questione.

L’avvenuto aggiornamento delle linee guida, recepisce, infatti, le indicazioni del Consiglio superiore di sanità che il 4 agosto scorso ha espresso “parere favorevole al ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico fino a 63 giorni pari a 9 settimane compiute di età gestazionale, e in strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure day hospital”.

La determina n.865 del 12 agosto 2020 dell’Agenzia italiana del farmaco “Modifica delle modalità di impiego del medicinale Mifegyne a base di mifepristone (Ru486)” supera le indicazioni precedenti, risalenti al 2009. Nel dettaglio, “risulta annullato il vincolo relativo all’utilizzo del farmaco Mifegyne in regime di ricovero dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla conclusione del percorso assistenziale; esteso l’impiego del farmaco Mifegyne dal 49.esimo al 63.esimo giorno di amenorrea, pari a 9 settimane compiute di età gestazionale, in associazione sequenziale con un analogo delle prostaglandine, in linea con quanto contenuto nella scheda tecnica del mifepristone approvata in sede europea”.

Quello del CSS è un parere che era divenuto necessario dato il mancato aggiornamento delle liee guida per oltre dieci anni. Da questo momento in poi, tutte le regioni d’Italia sono tenute ad uniformarsi alle nuove direttive in tema di aborto farmacologico che prevedono la somministrazione del farmaco senza la necessità del ricovero. Ancora una volta, il corpo della donna e la scelta dell’interruzione della gravidanza sono stati terreno di proteste e duri scontri politici e non. 

Legge n. 194/ 1978

Dal 1978 la materia è regolamentata dalla Legge 194/78, che descrive con chiarezza le procedure da seguire in caso di richiesta di IVG:

  • esame delle possibili soluzioni dei problemi proposti
  • aiuto alla rimozione delle cause che porterebbero alla IVG
  • certificazione
  • invito a soprassedere per sette giorni in assenza di urgenza, sia entro che oltre i primi 90 giorni di gravidanza.

Obiettivo primario della legge è la tutela sociale della maternità e la prevenzione dell’aborto attraverso la rete dei consultori familiari, un obiettivo che si intende perseguire nell’ambito delle politiche di tutela della salute delle donne.

COME FUNZIONA L’IVG ATTRA CON IL METODO FARMACOLOGICO 

E’ una procedura medica, distinta in più fasi, che si basa sull’assunzione di almeno due principi attivi diversi, il mifepristone (meglio conosciuto col nome di RU486) e una prostaglandina, a distanza di 48 ore l’uno dall’altro.

Il mifepristone, interessando i recettori del progesterone, necessari per il mantenimento della gravidanza, causa la cessazione della vitalità dell’embrione; l’assunzione del secondo farmaco, della categoria delle prostaglandine, ne determina l’espulsione.

In Italia è possibile ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico dietro richiesta della persona interessata.

MODALITA’

  • fino a 63 giorni pari a 9 settimane compiute di età gestazionale;
  • presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure day hospital.

L’aggiornamento delle linee guida si realizza in piena armonia con la legge 194/1978 dando attuazione allo spirito della stessa.

La legge 194 resta infatti una importante norma di civiltà nel nostro Paese contro la violenza, l’umiliazione, la mortificazione e la degradazione che ancora oggi la donna è costretta a vivere quando pronunzia la parola “aborto”.

OBIEZIONE DI COSCIENZA

La legge 194 ha dovuto sopportare le gravi difficoltà create dal fatto che essa prevede la possibilità della obiezione di coscienza: una possibilità di cui si è avvalsa e si avvale una percentuale altissima di ginecologi, che in alcune regioni del Sud supera l’80%.

Una scelta dettata talvolta da sincere convinzioni religiose, ma più spesso da considerazioni di opportunità e di carriera. Inoltre, solo il 60% degli ospedali con reparti di ostetricia ha un servizio di Ivg (Interruzione Volontaria di Gravidanza).

LE INVASIONI DI CAMPO DEL VATICANO 

La più recente è quella del Presidente della Cei, cardinal Bassetti, che aveva definito la vita, in qualunque condizione, “un dovere”. 

Inaugurando l’anno accademico 2019-2020 della Università Cattolica di Roma, Bassetti ha rivolto un invito molto deciso ai futuri medici: “Evitare l’affermarsi di una visione radicalmente individualista ed eugenetica della vita, soprattutto nella fase iniziale e in quella terminale, e oggi anche di fronte a condizioni di vita non ritenute degne o sostenibili”.

Questo è necessario per evitare di scivolare verso una visione che il Papa ha definito “la cultura dello scarto” (con una espressione che richiama i medici nazisti). 

L’obiezione di coscienza – ha concluso il Cardinale – “è per voi (medici) la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo ‘sì’ alla vita e alla persona”

PARERE CONTRARIO DI “AVVENIRE”

Il quotidiano di ispirazione cattolica non si astiene dalle critiche e titolando “aborto fai-da-te” prontamente dichiara:

“Si tratta di un concetto da chiarire meglio. Non c’è alcuna conquista di civiltà nel togliere tutele alle donne e fare dell’aborto un fatto privatissimo. Che si tolgano tutele alle donne è un fatto: le gestanti riceverebbero il mifepristone in consultorio o in ambulatorio e dopo mezz’ora potranno tornare a casa, per poi ripresentarsi dopo due settimane per la visita di controllo. Sconcertante poi come tante reazioni esultanti parlino di un passo verso una maggiore libertà delle donne. Libertà di essere sole, di certo. Libertà, probabilmente, di fare tutto di nascosto, deresponsabilizzando in tanti casi i compagni”.

Con il progresso scientifico e grazie all’esperienza decennale, oggi, si è arrivati alla conclusione che la donna non corre nessun pericolo interrompendo volontariamente la gravidanza, senza il ricovero.

Questo lieto fine, anche se giunto con qualche anno di ritardo, presenta il profumo della civiltà che ogni paese, che aspiri a definirsi tale, deve necessariamente avere.

Fonti: 

Ministero della Salute – Portale Donna:

http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4476&area=Salute%20donna&menu=societa

NUDM – Relazione Ministro della Salute attuazione Legge 194/78 tutela sociale maternità e interruzione volontaria di gravidanza – dati definitivi 2017

Legge 194/78

Wired.it – https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/01/31/aborto-dati-obiezione-coscienza/

Pagina FB: IVG – Ho abortito e sto benissimo

Vocabolario “Treccani” alla voce “mammana”

“Invece Concita”, blog di Concita de Gregorio per “La Repubblica”

Vice – Cosa succede in Italia quando decidi di abortire con il metodo farmacologico 

Legge 22 maggio 1978, n. 194 – Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140

http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4476&area=Salute%20donna&menu=societa

https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/aborto-farmacologico-linee-guida-speranza

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/09/aborto-lobiezione-di-coscienza-e-uninvasione-di-campo-e-una-violazione-della-legge/5692406/

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