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L’importanza del partenariato strategico tra Russia e Cina

Il partenariato fra Russia e Cina è definito “strategico”. È difficile parlare di un’alleanza, di una maggiore integrazione politico-militare fra i due. Osserviamo come l’avvicinamento fra Mosca e Pechino sia determinato da vari fattori: al giorno d’oggi, è chiaro che le due potenze siano unite dalla lotta contro l’unilateralismo occidentale, in particolare americano. La crisi del 2014 ha determinato un’accelerazione dell’interazione russo-cinese. Ricordiamo che la Cina si è dimostrata contraria alle sanzioni unilaterali antirusse e ha intensificato i rapporti con Mosca proprio allo scoppio della guerra commerciale con Washington. Ulteriori elementi significativi che caratterizzano l’agenda internazionale di Russia e Cina, in relazione al partenariato sono l’interesse a sviluppare un sistema multipolare. Oltre alla disapprovazione dell’ingerenza nelle questioni interne agli Stati e il rispetto della sovranità e dello sviluppo dei rispettivi Paesi.

Oggi, a fronte della crisi economica scaturita dalla pandemia, la Russia intensificherà i rapporti con la Cina: il partenariato diverrà ancor più asimmetrico, ma Mosca manterrà ugualmente la sua posizione, evitando di occupare il ruolo di “partner minore”.

Pensiamo alla Russia che interagisce con India, Vietnam e Giappone in modo indipendente rispetto alla collaborazione con la Cina. Mosca e l’UE coltivano una collaborazione in vari ambiti, ma sono ancora significative le divergenze in questioni di politica estera. Ma pensiamo anche agli Usa, con la strategia Indo-Pacifico e i tentativi di creare stati cuscinetto per contenere la Cina. 

Pechino intende aprire nuovi legami internazionali in Europa, promuovendo lo sviluppo globale dell’economia cinese e migliorando la connettività specie con le regioni emergenti. Alcun* analist* sostengono che con l’iniziativa “One Belt One Road” assisteremo ad uno sviluppo in cui il mondo emergente supererà il mondo evoluto. Ad oggi, l’ascesa politica ed economica cinese trova un elemento di fondamentale importanza nella Russia.

Il partenariato fra Russia e Cina è divenuto sempre più strategico negli ultimi anni.

Le due economie si completano a vicenda, e la Russia è vista come un partner fondamentale dalla Cina – la quale oggi si trova in forte ascesa politica ed economica. Inoltre, la partnership fra Mosca e Pechino è asimmetrica, specie sui piani economico, strategico, politico-militare. Ma possiamo capire quanto sia solida e importante la partnership?

Entrambi i Paesi hanno deteriorato le loro relazioni con gli Usa e sono interessati a sviluppare un sistema multipolare, opponendosi all’egemonia statunitense. La Russia rivendica l’inaccettabilità morale e politica della pretesa unipolare degli Usa. L’avvicinamento fra Mosca e Pechino è stato favorito dall’espansione della NATO a Est. Ma non solo: nei massimi Paesi eurasiatici (Cina, Russia e India) vi è un processo di dissociazione progressiva dall’Occidente e la volontà di rinascere sui propri valori nazionali (cristiani ortodossi, confuciani e buddisti). 

Mosca – che teme di dipendere da Pechino – vuole conservare la propria indipendenza e autonomia strategica.

La Russia interagisce con le altre realtà statuali nel sistema internazionale, pur vedendo nella Cina il suo principale partner strategico: una delle priorità dell’agenda politica di Mosca è la crescita e lo sviluppo dell’Estremo Oriente russo. Vediamo tuttavia prese di posizione diverse dei due Paesi circa le dispute nel Mar Cinese Meridionale. In sostanza: gli interessi locali delle due superpotenze sono divergenti, ma le dinamiche generali condivise portano a una certa convenienza.

I due Paesi hanno intensificato gli interessi specialmente sul piano militare e tecnologico; l’interazione nella sfera militare preoccupa Washington, che vede in Pechino il principale competitor nella leadership globale. Gli Usa, infatti, hanno tentato di bloccare e contenere lo sviluppo cinese nel settore tecnologico e l’influenza di Pechino in ambito regionale.

In seguito alla crisi in Georgia, è stata progettata l’Unione economica eurasiatica (UEE), la quale mira a creare un mercato interno eurasiatico, con libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali. Tuttavia, fra i fattori che hanno causato una “scarsa performance” dell’UEE troviamo la recessione economica della Russia e l’allontanamento dell’Ucraina dall’Unione. L’Occidente e alcune ex repubbliche post-sovietiche temono che la Russia miri ad un progetto di ricomposizione politica, e tra gli stessi Paesi membri dell’UEE è diffusa la paura della dominazione russa.

Possiamo affermare che la Cina stia insidiando il predominio dell’Occidente

Pechino ha annunciato in Kazakistan il progetto della Nuova Via della Seta, nonché “One Belt One Road” (OBOR), con la volontà di aumentare la connettività con le regioni più emergenti del mondo – abbracciando oltre 120 Paesi – ed innescando uno sviluppo che questa volta parta da Est, non più da Ovest. L’OBOR può offrire ai Paesi asiatici, medio orientali ed est-europei più arretrati un importante sbocco commerciale. La Russia ha accettato la supremazia di tale progetto, accodandosi ad esso.

Nell’ambito delle relazioni fra Mosca e Pechino è di fondamentale importanza parlare dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai (SCO), nata da iniziativa russa e cinese e comprendente, dal 2018, anche India e Pakistan.  Si tratta di un enorme spazio di dialogo cooperazione a più livelli. La SCO ci costringe a percepire il cambiamento epocale del nostro tempo, nonché l’ascesa inarrestabile di un enorme spazio eurasiatico. Gli stessi modelli asiatici cambiano l’asse prevalente delle relazioni internazionali sui piani politico ed economico.

Ad oggi, Russia e Cina rifiutano di modificare l’attuale portata della collaborazione, e non è probabile che essa possa trasformarsi in una vera e propria unione. La Russia, nonostante sia un Paese culturalmente rivolto a Occidente e ad oggi sviluppi interazioni anche con attori europei, si sta inserendo in una dinamica geopolitica al cui centro c’è la Cina. Se la tensione nel contesto geopolitico globale si innalzasse, Pechino non rinuncerebbe al partenariato strategico.

Fonti

https://www.limesonline.com/scontro-usa-russia-cina-putin-alleanza-mosca-pechino/118879 

Aldo Ferrari e Alessandro Vitale dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale

https://www.corriereasia.com/notizie/la-nuova-via-della-seta-tra-politica-e-finanza-globale 

https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2017/599432/EPRS_BRI(2017)599432_EN.pdf 

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