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Olimpiadi, Eurovision e guerra: è giusto far partecipare uno Stato invasore a gare internazionali?

A pochi mesi dalle Olimpiadi di Parigi 2024, rimane sospesa la questione sulla partecipazione di stati attualmente belligeranti. Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha deciso che, dopo aver guadagnato il pass attraverso i sistemi di qualificazione, lз atletз di Russia e Bielorussia potranno prendere parte alle Olimpiadi di Parigi 2024 a titolo individuale come neutralз. Inoltre, lз atletз che sostengono attivamente la guerra non potranno partecipare o competere, così come coloro che hanno un contratto con l’esercito russo o bielorusso o con le agenzie di sicurezza nazionale. Non sarà ammesso anche il personale di supporto ingaggiato dai due eserciti o dalle agenzie di sicurezza nazionale, il che significa che nessuna bandiera, inno, colore o qualsiasi altra identificazione di tali Paesi sarà esposta ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Nonostante ciò, non è una novità per lз atletз russз che dopo lo scandalo doping del 2014 devono partecipare alle gare internazionali come ROC (Russian Olympic Committee). Nel 2016, la Wada ha certificato centinaia di casi di doping tra lз atletз a Sochi 2014, non permettendogli di partecipare prima ai Giochi di Rio 2016 e poi alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang del 2018. Nel 2019 arriva la punizione ufficiale: la Russia per quattro anni non potrà competere ufficialmente a eventi sportivi internazionali, escludendoli da Tokyo 2021 e Pechino 2022. 

Un’altra sospensione arriva però con l’invasione russa dell’Ucraina. Il 28 febbraio 2022, il comitato esecutivo del CIO pubblicava una dichiarazione in cui chiedeva alle Federazioni di escludere lз atletз russз e bielorussз dalla partecipazione a competizioni internazionali e di non tenere campionati nella Federazione Russa e in Bielorussia “al fine di proteggere l’onestà delle competizioni sportive globali e la sicurezza di tutti i partecipanti”. Di conseguenza, la Fifa sospende la Russia dai play off, escludendola di fatto dai Mondiali, e stabilendo che nessuna partita di calcio internazionale potrà essere disputata in Russia. Un bando più leggero viene dal tennis, dove lз giocatorз russз entrano in campo con poche restrizioni: neutralità. Invece, lз russз continuano a esibirsi nei tornei di scacchi, dove la squalifica è imposta solo alla nazionale.

Giusto un anno fa, il Comitato olimpico internazionale ha pubblicato una dichiarazione “sulla solidarietà con l’Ucraina, le sanzioni contro la Russia e la Bielorussia e lo status degli atleti di questi paesi”, in cui si afferma che lз atletз russз e bielorussз avrebbero potuto prendere parte individualmente al Giochi Olimpici di Parigi a determinate condizioni: status di neutralità, condanna all’aggressione dell’Ucraina (o silenzio stampa) e rispetto del Codice mondiale antidoping.

Non solo sport, ma anche cultura e musica vengono politicizzate. In questo caso, le opposizioni riguardano la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest, che si terrà a Malmö 2024. Secondo militanti e artistз di una serie di Paesi europei la guerra in corso a Gaza e i «crimini di guerra» commessi dovrebbero portare all’esclusione di Israele dalla competizione. Tutto è iniziato dall’Islanda, lз cui artistз hanno lanciato una petizione (“o Israele viene escluso da Eurovision, o l’Islanda si ritira”) al loro broadcaster nazionale, Rúv. Anche in Finlandia 1.400 tra artistз e professionistз dell’industria musicale hanno avanzato la richiesta di esclusione. Le proteste si sono allargate anche alla Norvegia, dove secondo la stampa locale manifestantз del gruppo Aksjonsgruppa for Palestine si sono radunatз davanti alla sede della tv NRK per chiedere di sostenere il boicottaggio, seguiti poi dall’Irlanda, dove ad avanzare pubblicamente la richiesta è stato un parlamentare laburista. Dall’altra parte sui social è partita una campagna di raccolta firme per l’esclusione di Israele aperta a tuttз, artistз e no, ma a lanciarla ed animarla è stata un’attivista americana, nazione che non ha niente a che fare con l’Eurovision. Nonostante ciò, l’EBU (European Broadcasting Union) non ha escluso la partecipazione di Israele, per ora. Come spiegazione, si può considerare il fatto che Israele non gareggia in una competizione a fianco della Palestina, o di altri Paesi arabi, come al contrario era il caso della Russia con l’Ucraina.

La Russia è stata squalificata già dal 2022, e quest’anno ha intenzione di organizzare un concorso musicale internazionale parallelo all’Eurovision, la cui partecipazione è riservata agli Stati membri del BRICS. Il nome c’è già: Intervision, nome già utilizzato per una kermesse tenutasi nella seconda metà degli Anni 70 in Polonia, allora parte del blocco sovietico.

Questa discussione ci mostra come ormai la politica riesca ad infiltrarsi in qualsiasi contesto, che lo vogliamo o meno. Disporre i propri talenti nazionali diventa come una strategia politica internazionale, coinvolgendo persone e contesti che poco hanno a che fare con la geopolitica. Se è giusto o meno escludere delle persone da gare internazionali per motivi legati all’identità nazionale rimane in dubbio. Nessuno decide dove nascere, né con quale talento, però la libertà di opinione e la giustizia sociale dovrebbero muovere anche singoli individui, capaci di esprimere se stessi contro la guerra e regimi dittatoriali. 

Fonti

https://www.agi.it/sport/news/2021-07-27/tokyo-2020-russia-no-inno-bandiere-simboli-olimpiadi-13400421/

https://it.euronews.com/2023/03/28/parigi-2024-il-nodo-sulla-presenza-degli-atleti-russi-e-bielorussi

https://www.open.online/2024/01/23/israele-fuori-da-eurovision-2024-campagna-boicottaggio/

https://www.eurosport.it/olimpiadi/parigi-2024/2024/russia-e-bielorussia-alle-olimpiadi-di-parigi-atleti-ammessi-sotto-la-bandiera-del-cio_sto9913190/story.shtml

www.lettera43.it/russia-intervision-eurovision-concorso-musicale-2024/ 

Foto: Unsplash

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