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Donne in cantiere

La presenza delle donne nel settore edile italiano è sempre più in crescita.

Nonostante ciò, ancora oggi, si è soliti assistere ad alcuni episodi di discriminazione. Questa è legata al ruolo che può rivestire una donna in un mondo come quello delle costruzioni, dove la percentuale degli operatori maschili è da sempre stata preponderante.

Le lavoratrici nei cantieri molte volte, si imbattono in situazioni spiacevoli e imbarazzanti, frutto di pregiudizi, atteggiamenti maschilisti derivanti da una tradizione patriarcale ormai interiorizzata.

Non è strano pensare che questa situazione possa essere una naturale conseguenza di azioni poco ragionate. Questo può avvenire non solo da parte degli operatori sopracitati ma anche dalla classe politica nel corso degli anni. Basta far riferimento al DPR n.164 del 7 gennaio 1956 che vietava la presenza di lavoratrici su ponti sospesi in cantiere.

All’interno di un cantiere le donne sono chiamate a dirigere maestranze tipicamente maschili, a rivestire incarichi come Direttore dei Lavori o Coordinatore della Sicurezza, in veste di geometra, architetto o ingegnere.

Molti uomini non prendono sul serio ciò che una donna dice in cantiere. Questo avviene soprattutto se con poca esperienza. Per la cultura maschilista di cui sopra, viene percepita come un rallentamento al lavoro e una perdita di tempo.

Prendere ordini da una donna, poi, è difficile per uomini che provengono da culture in cui il ruolo femminile è relegato a un ambito fondamentalmente domestico.

La donna che lavora in tale settore, si trova costretta a subire e a non reagire a episodi di mortificazione e sottovalutazione del proprio ruolo, come conseguenza incondizionata di atti di bullismo da parte di operai, colleghi e, a volte, anche committenti.

Fortunatamente, ad oggi il lavoro femminile in cantiere è una realtà sempre più diffusa.

Questo dato vuole innanzitutto evidenziare il valore della presenza delle donne in ambito edile. Si vuole evidenziare la capacità di risolvere gli inevitabili imprevisti derivanti dai problemi di progettazione e di mantenere i ritmi produttivi.

N.B. Il presente articolo è nella pagina di Isabella De Gregorio (Presidente) in quanto l’autrice non è più una collaboratrice di Eduxo e non ha più un suo account.

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