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GIORNATA INTERNAZIONALE DEI PRONOMI

Cos’è?

La Giornata internazionale dei pronomi nasce nel 2018 e si celebra ogni anno il terzo mercoledì di Ottobre.

Riferirsi alle persone con i pronomi che queste scelgono è fondamentale per la dignità umana. Questa ricorrenza cerca di abbattere lo stigma sulla condivisione e l’educazione sui pronomi personali.

L’essere indicati con i pronomi sbagliati colpisce in particolare le persone trans* e gender-non-conforming.

Perché celebrare questa giornata?

Celebrare questa giornata è importante perché le persone trans* sono quotidianamente vittime di misgendering (l’uso di pronomi sbagliati o di qualsiasi altra parola specifica dell’altro genere quando ci si riferisce a qualcunə) e si tratta di una violenza verbale a tutti gli effetti.

Usare i pronomi sbagliati può essere offensivo o addirittura dannoso e ignorarli può anche implicare che le persone che fanno parte dell’ombrello trans (persone transgender, transessuali, non binarie o di genere non conforme) non esistono.

Usare i pronomi corretti è essenziale per ridurre gli effetti negativi dell’oppressione sociale.

Uno studio del 2016 ha scoperto che riconoscere i pronomi di una persona – e per estensione il suo genere – ne riduce la depressione e ne aumenta l’autostima.

Come posso partecipare?

È facile sentirsi schiacciati e incapaci di portare un vero cambiamento quando si fa attivismo, soprattutto quando non si è parte di una rete, ma ciò non significa che tu non possa contribuire a questa giornata.

Così abbiamo pensato alcune idee che potresti adottare per festeggiare questa ricorrenza e per sensibilizzare la tua comunità:

  • Usa l’hashtag #PronounsDay per condividere informazioni, foto o qualsiasi cosa tu voglia.
  • Pubblica i tuoi pronomi sui social media. Se sei una persona cisgender aiuterai a normalizzare la conversazione e comunicherai che i pronomi di una persona non corrispondono necessariamente al modo in cui questa si presenta esteriormente.
  • Coinvolgi le tue organizzazioni locali.
  • Se gestisci uno spazio qualsiasi fornisci dei tag nominativi che includano un posto per i pronomi.
  • Metti i tuoi pronomi sui tuoi biglietti da visita, nelle firme e-mail e incoraggia lз altrз a fare lo stesso.

Informati su https://www.mypronouns.org

Galateo dei pronomi

  • È importante non dare mai per scontati i pronomi di una persona. Non c’è sempre correlazione tra l’espressione e l’identità di genere.
  • Presentati con nome e pronomi: aiuterai l’altra persona a condividere i propri.
  • Non dare per scontato che qualcunə voglia che tu ti riferisca a ləi con dei pronomi. In italiano è complesso a causa dei verbi participi e di molte altre parole gendered (dall’inglese “riferite al genere”), ma alcunз preferiscono che ci si riferisca a loro solo con il nome.
  • Va bene sbagliare finché riconosciamo il nostro errore. Cambiare un’abitudine può essere difficile, ma la cosa più importante è non mancare mai di rispetto alla persona che abbiamo di fronte. Scusati brevemente e prosegui con ciò che stavi dicendo.

Pronomi neutri in italiano: come fare?

All’interno della lingua italiana è pressoché impossibile, per quanti giri di parole riusciamo a fare, riferirsi a qualcuno senza identificarne il genere.

Se in inglese è possibile utilizzare il pronome “they”, in italiano ognunə utilizza la soluzione che preferisce. Molte persone non binarie preferiscono l’alternanza tra pronomi maschili e femminili, ma altre si sentono più a proprio agio con un pronome piuttosto che l’altro, o nessuno dei due.

Quindi chiedi sempre al tuo interlocutore come preferisce che tu ti riferisca a ləi.

Per quanto riguarda le parole gendered, esistono numerose alternative per ovviare al problema nello scritto. Basti pensare alla schwa (singolare “ə”, plurale “з”), all’asterisco, alle “x” e chi più ne ha più ne metta. L’unico problema che ho riscontrato con queste soluzioni è che creano problemi alle persone disabili che devono usare il lettore dello schermo per utilizzare il loro telefono: molti sistemi operativi, infatti, non hanno ancora implementato questa possibilità. Quindi l’opzione più inclusiva è il troncamento.

Quando invece ci troviamo all’interno della comunicazione verbale, le cose si complicano. Dal femminile universale alle vocali alternative, è sempre necessario confrontarsi con i presenti riguardo al modo con cui parleremo e ci rivolgeremo a loro. Anche in questo caso il troncamento sembra la soluzione più efficace, ma non è sempre possibile effettuarlo, quindi il femminile universale potrebbe essere la scelta di più semplice applicazione.

DISCLAIMER

* In questo articolo userò il termine “trans*” come termine ombrello per riferirmi alla moltitudine di identità di genere che questo racchiude.

Fonti:

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