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Le aspettative del porno vs la realtà

Negli anni 80 l’avvento del VHS ha segnato la svolta per l’industria del porno. Da allora, la possibilità di tradurre ogni fantasia sessuale in immagini in movimento prêt-à-porter, è diventata sempre più ampia.

La “generazione you-porn”, come è stata definita da alcune testate scandalistiche, è stata quella che per prima ha ricevuto la propria educazione sessuale direttamente e comodamente on-line.

Anche se non li si cerca, su internet appaiono ovunque inviti ammiccanti che offrono una vasta scelta tra immagini, video, siti e chat, tutti a portata di click.

In realtà, al di là dei supporti grafici di cui può fruire, tale generazione “ipersessualizzata” non è molto diversa da quella dei loro genitori.

Ora come allora si è attratti dal porno perché spinti dalla curiosità, dal desiderio di sciogliere dubbi e di apprendere tecniche.

Ciò che è cambiato rispetto al passato è l’assenza di “trasgressione”: oggi siamo liber* di esplorare la sessualità in ogni modo, sin da giovanissimi, senza sensi di colpa e senza confini. Tuttavia, bombardati da immagini di rapporti performanti e stereotipati che ingessano l’immaginario con copioni finalizzati alla penetrazione, si rischia di restare privi di una guida che ne fornisca un’informazione mediata

Per quanto lo si voglia negare infatti, l’instaurazione di un dialogo, invece che il silenzio imbarazzante di genitori e insegnanti, resta l’unico vero canale per insegnare una sessualità responsabile e consapevole. Ciò anche con l’ausilio della pornografia. Esistono, infatti, diversi tipi di porno “etico” (@unprn.tv) e/o “femminista” (@erikalust, Candida Royalle) che offrono un’alternativa più vera e realistica da cui poter attingere informazioni e strumenti.

Un’alternativa in cui l‘Eros torna protagonista e con esso la capacità di immaginare e anticipare i gesti, di aprire la strada al piacere condiviso e di investire nell’intimità relazionale.

In questo senso anche il porno ha i suoi effetti benefici in quanto consente di imparare a percepire il proprio corpo, di migliorare il rapporto con l’immagine di sé, di educare alla comunicazione e al rispetto delle esigenze e delle diversità altrui.

La pornografia insegna – MALE EDITION:

  • un corpo palestrato e scultoreo ha in sé l’implicita promessa di infiniti piaceri
  • un pene di lunghezza molto sopra la media è in grado – tutto da solo – di provocare orgasmi
  • è necessaria l’esperienza di un acrobata del Cirque du Soleil per essere performanti
  • il ruolo da ricoprire è solo quello dominante, eteronormativo, padrone della scena
  • il rapporto sessuale deve prolungarsi almeno oltre i 30 minuti per essere considerato soddisfacente
  • la respirazione pre-orgasmica maschile è completamente inesistente
  • il preservativo è un accessorio totalmente opzionale
  • consenso, questo sconosciuto

INVECE…

La realtà quotidiana ci dimostra che anche dietro un corpo “da copertina” può celarsi la paura di non essere all’altezza di ciò che la propria forma fisica sembra promettere. Corpi pronti a “recitare il sesso”, mettono in scena uno spettacolo in cui si è costantemente indotti a chiedersi “come sto andando?”.

Invece che essere presente nell’atto con il partner, l’attenzione dell’uomo tende a spostarsi alla ricerca di difetti nella propria performance e a cronometrarne i tempi di resa.

Non è necessario rispecchiare dei predefiniti canoni estetici o avere un numero minimo di centimetri per poter accedere al sesso.

Non è necessario recitare un copione od offrire una performance priva di errori per essere dei bravi amatori.

È invece necessario essere attenti all’altro, ri-umanizzarlo, ricordarsi che si tratta di una persona reale più complessa dei protagonisti dei video, non restando delusi o spaventati da questo.

È necessario non riprodurre il canovaccio in cui l’uomo usa a suo piacimento pezzi del corpo femminile con un’intensità che, senza consenso, può tradursi in violenza.

La pornografia insegna – FEMALE EDITION:

  • per essere desiderabile sono imprescindibili un seno antigravità almeno taglia IV e glutei sodi
  • solo un corpo privo di cellulite e senza nemmeno la traccia di un pelo è bello da guardare
  • il ruolo da ricoprire è quello di succube passiva, votato esclusivamente all’altrui diletto
  • l’orgasmo, se proprio necessario, lo si raggiunge solo tramite penetrazione
  • sono necessarie espressioni facciali ed effetti sonori esasperati per dare feedback positivi
  • si deve essere sempre pronte e disponibili al sesso, così d’emblèe
  • il preservativo è inutile “tanto prendo la pillola”
  • non è richiesto alcun consenso per alcun tipo di atto

INVECE…

La realtà ci insegna che non esistono corpi naturali perfetti e che la “trappola del corpo” giovane, simmetrico, invidiato, curato, depilato, perfettamente sodo è una finzione creata ad arte con appositi programmi e giochi di luce.

Non si è oggetti sessuali acritici, monofunzionali e attivabili con un semplice click.

Il timore di deludere il partner, di non sembrare abbastanza spregiudicate, di sentirsi inferiori rispetto alle aspettative create dalla pornografia, non può indurre ad una accettazione incondizionata di qualsiasi pratica.

Non è necessario assecondare passivamente in ogni modo e in ogni momento il desiderio del proprio partner per essere considerate sessualmente appetibili.

Non è necessario simulare gemiti o espressioni esagerate per nutrire l’ego altrui.

È invece necessario dare il proprio consenso partecipato ed entusiasta ad ogni atto sessuale svolto, oltre che essere libere di assumere un ruolo dominante se lo si desidera.

È inoltre necessario sapere che solo il 10% delle donne raggiunge l’orgasmo con la penetrazione, mentre il restante 90% lo raggiunge tramite suzione o stimolazione del clitoride, e che il preservativo protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili oltre che da gravidanze indesiderate.

FONTI

Adolescenza e Sessualità, i rischi dell’imprinting – R. Todella

Porno ed educazione sessuale, una possibile pornoeducazione – Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica

Pornografia e coscienza biforcata – G. Lauro

La sessualità dei giovani nel corso del tempo -Rapporto della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù

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