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Matteo Salvini a processo

Il Senato ha dato il via libera al processo contro l’ex ministro dell’Interno 

Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e omissione di atti di ufficio per aver impedito, per venti giorni, nell’agosto del 2019, lo sbarco di 107 delle 160 persone soccorse dalla nave spagnola Open Arms. Le accuse non finiscono qui, il 12 febbraio 2020 il Senato ha accolto la richiesta, presentata dal Tribunale dei ministri di Catania, di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti. Il reato di cui è stato accusato consiste nel sequestro di persona. Verso fine luglio 2019, l’ex ministro dell’Interno avrebbe bloccato per diversi giorni la nave Gregoretti della Guardia costiera con a bordo 130 persone, nel porto di Augusta. 

La legge Severino del 2012 all’articolo 1 prevede come condizione imprescindibile per correre alle elezioni di deputato, senatore o parlamentare europeo, nonché per essere e restare membro del Governo, quella di avere una fedina penale pulita, priva di una condanna che superi i 2 anni di pena. 

Se la condanna interviene nel pieno adempimento di una carica, essa comporta subito la decadenza della medesima. 

Matteo Salvini si dichiara tranquillo e “orgoglioso di andare a processo per aver interrotto il traffico di questi pirati (riferendosi alle Ong)”, “Io andrò  a processo, ma ci vado a testa alta, perché a differenza degli attuali complici dell’invasione, ho difeso più che ho potuto la mia patria e la sicurezza dei miei connazionali”. 

Mentre il countdown al giorno del processo procede, continua il suo tour elettorale in giro per il Paese e si sta diffondendo tra i/le partecipanti ai comizi il gesto di indossare una maglietta con scritto “Processate anche me!” in sostegno all’innocenza del leader della Lega.  

Valentina Brinis, operatrice di Open Arms, dichiara: “Vogliamo solo che venga fatta chiarezza su quanto è accaduto in quei giorni in cui abbiamo atteso in condizioni disumane di ricevere un luogo sicuro di sbarco. È importante che se ne discuta in un aula di tribunale perché solo qui potranno emergere tutti gli elementi utili a ripristinare la messa in atto di procedure previste dalle convenzioni internazionali.”

Tutto ha inizio nel 2019: la nave della ONG spagnola Proactiva Open Arms si trova in mare a qualche centinaio di metri dall’ingresso del porto di Lampedusa, in attesa dell’autorizzazione a far sbarcare le persone a bordo della nave a seguito di operazioni di salvataggio in mare. Sia Malta che l’Italia hanno emesso un divieto d’ingresso, contro gli esposti e le richieste d’asilo presentati dalla ONG. 

Vediamo la cronologia degli eventi: 

  • 1 agosto: Il Governo emana un provvedimento di “divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane” firmato dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini e dai ministri della Difesa e dei Trasporti Trenta e Toninelli. 
  • 6 agosto: Anche Malta vieta l’ingresso in acque territoriali e la Commissione europea comunica che non è stato ancora avviato un coordinamento tra i diversi Stati europei per stabilire chi sia disposto ad accogliere una parte delle persone a bordo. 
  • 7 agosto: Proactiva Open Arms comunica che potrebbe violare il divieto imposto dal Viminale ed entrare in acque territoriali italiane se avessero riscontrato seri problemi a bordo. Questo a 2 giorni dall’approvazione del decreto sicurezza bis. “Le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave.” afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini. 
  • Lo stesso giorno la ONG presenta ricorso al Tribunale per i minori e alla Procura di Palermo, affinché i/le minori sulla nave vengano fatt* sbarcare e vengano nominat* de* tutor* per coloro che non sono accompagnat*. La Commissione europea afferma di non avere competenza sulle operazioni di ricerca e salvataggio o sui porti di sbarco. 
  • 8 agosto: La ONG richiede un impegno europeo per trovare una soluzione.  Il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia di aver richiesto al governo spagnolo di farsi carico dei 121 migranti a bordo della Open Arms. 
  • 12 agosto: Vengono fatte sbarcare a Malta una donna con sospetto tumore al cervello e un’altra donna con la polmonite e relativ* accompagnator*, per un totale di 8 persone.  Il capitano della Open Arms, Marc Reig, chiede all’ambasciata spagnola a Malta di concedere l’asilo a* 32 minorenni a bordo, sottolineando la necessità di procedere di urgenza. 
  • 13 agosto: La Spagna respinge la richiesta di asilo per minorenni, affermando che la domanda non è valida e che, secondo gli accordi internazionali, i/le migranti soccors* dovrebbero essere portat* nel porto disponibile più vicino, che in questo caso si trova in Italia. 
  • Arriva anche la risposta del ricorso presentato al Tribunale di Palermo, il quale afferma che è vietato respingere i/le minori non accompagnat*, ritenendo di chiedere chiarimenti ai ministri rispetto ad una situazione violativa di diritti fondamentali e chiedendo di conoscere quali provvedimenti le autorità intendano adottare in osservanza della normativa internazionale italiana. 
  • 14 agosto: Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio sospende il divieto di ingresso della Open Arms in acque italiane. 
  • 15 agosto: Il ministro Matteo Salvini firma un nuovo divieto di ingresso in acque italiane. La ministra Trenta e il ministro Toninelli, in rispetto della decisione del Tar del Lazio, non firmano. 
  • 16 agosto: Arriva la disponibilità di 6 paesi europei di accogliere una parte delle persone a bordo della nave. I legali di Open Arms presentano due esposti, a seguito dei quali la Procura di Agrigento apre un’inchiesta contro ignot* per sequestro di persona, violenza privata e abuso di atti di ufficio. 
  • 20 agosto: dopo diversi trasferimenti, il procuratore di Agrigento sale a bordo della nave e dopo un paio d’ore decide di disporre lo sbarco e il sequestro preventivo d’urgenza della nave, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. Il giorno stesso la nave attracca a Lampedusa.

Fonti

Internazionale, il Sole 24 Ore, Repubblica 

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