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La circoncisione

Il termine circoncisione deriva dal latino circumcidere, che significa “tagliare intorno”.

È una pratica antichissima, nata oltre 6000 anni fa.

La pratica della circoncisione ha innanzitutto un significato religioso.

Si pensa che per gli Egizi la circoncisione fosse una pratica nobile, tanto che lo stesso dio del sole Ra era circonciso. La pratica era probabilmente legata all’igiene, ma le veniva attribuito anche un significato di prestigio, purezza e sviluppo spirituale e veniva effettuata in occasione di cerimonie pubbliche.

Anche le antiche popolazioni sudamericane degli Incas, Aztechi e Maya praticavano la circoncisione.

Nella Torah della Bibbia ebraica, nel primo libro della Genesi, si racconta della circoncisione che il patriarca Abramo praticò sui suoi figli, su se stesso e su tutti gli uomini della sua casa. Da qui il comandamento biblico per cui a tutti i discendenti di Abramo è comandato di circoncidere i propri figli all’ottavo giorno di vita.

Tra gli ebrei, quindi, la circoncisione è considerato un “segno di alleanza” che permette ad ogni maschio circonciso di far parte di diritto del “popolo eletto” e diventare puro e degno di recitare le preghiere.

La circoncisione per i musulmani è una Sunna, ossia un codice di comportamento scritto dal profeta Maometto in persona, che narra della circoncisione praticata da Muhammad sui due nipoti all’età di 7 anni.

Tutti i musulmani si sottopongono alla circoncisione come atto di passaggio verso la pubertà per raggiungere la maturità fisica.

Anche tra gli aborigeni d’Australia e nella Polinesia la circoncisione è un rito di iniziazione alla vita adulta.
Verso la fine dell’800 la circoncisione divenne un atto medico, grazie ad un chirurgo ortopedico di nome Sayre che considerò questa pratica utile per la cura di ragazzi affetti da difficoltà motorie.

In seguito alla lettura dei suoi lavori anche molti altri medici adottarono questa tecnica per trattare le malattie più disparate, contribuendo alla rapida diffusione della pratica (specie in America ed Inghilterra) fino alla prima metà del ‘900.

Oggi, la prevalenza globale della circoncisione è stimata tra il 37% e il 39% della popolazione maschile.

La circoncisione è una pratica chirurgica che consiste nella rimozione totale o parziale del prepuzio, il lembo di pelle scorrevole che riveste il glande. La cucitura (sutura) dei margini dell’incisione lascia il glande scoperto in modo parziale o completo.

È una pratica largamente diffusa in alcuni Paesi del mondo, come ad esempio: Africa, Israele, Stati Uniti ed alcune regioni del sud-est asiatico.

In Italia invece non è diffusa: questa tecnica infatti trova una reale indicazione medica solo alla risoluzione di alcuni problemi di salute.

Quella religiosa quando si pratica?

Gli ebrei effettuano la circoncisione nei bambini all’ottavo giorno di vita, salvo eccezioni per motivi di salute.

Si tratta di una cerimonia religiosa che si svolge in Sinagoga o in casa, in presenza di familiari ed amici ed in occasione della quale al piccolo viene dato il nome, alla pratica seguono la recita di benedizioni e preghiere e un banchetto.

Tra i musulmani generalmente la circoncisione si pratica non prima dei 6-7 anni di vita, anche nel mondo dell’Islam la circoncisione è una cerimonia religiosa celebrata in famiglia o dinnanzi a tutta la comunità.

In Africa (Nigeria, Sudan, Zaire, Uganda, Sudafrica, ecc.) la circoncisione viene praticata nei neonati mentre tra gli aborigeni è praticata nei giovani e fa parte di una serie di più riti di iniziazione.

In Italia è più frequente che sia un adulto (non c’è un’età ideale per l’intervento) a ricorrere alla circoncisione e solitamente per motivi di salute.

Circoncisione medica

La circoncisione è un intervento chirurgico che può essere effettuato da un* medic* androlog*, urolog* o chirurg* plastic*.

Prevede un’anestesia parziale (o totale in caso di bambini) ed un ricovero in regime di day-hospital.

È una procedura relativamente semplice, in cui il prepuzio viene rimosso con tecnica laser o con il bisturi. Un eventuale sanguinamento può essere fermato usando il calore (cauterizzazione) e i bordi di pelle residua vengono cuciti insieme usando punti riassorbibili.

Le motivazioni mediche

La circoncisione per scopo medico può essere effettuata in presenza di

  • fimosi e parafimosi (impossibilità di far scorrere sul glande la pelle che lo riveste)
  • eiaculazione precoce (in caso di eccessiva sensibilità del glande)
  • lichen sclerosus del pene
  • incompleto sviluppo dell’uretra (ipospadia)
  • restringimento dell’uretra (stenosi uretrale)
  • linfedema penieno cronico
  • cancro del pene

Convalescenza

Per 3 o 4 giorni a seguito dell’intervento è comune avvertire fastidio e gonfiore intorno alla parte terminale del pene, mentre la ferita chirurgica si rimargina completamente nell’arco di circa un mese, durante il quale è sconsigliato praticare sport o avere rapporti sessuali.

Viene comunemente consigliata l’applicazione di vaselina sul pene, per impedire che la parte operata si attacchi agli slip; indossare abiti leggeri e larghi per 2 o 3 giorni dopo l’operazione aiuterà ulteriormente ad evitare irritazioni.
Urinare non causa in genere alcun fastidio.

Complicazioni

Complicazioni conseguenti a circoncisioni effettuate per ragioni mediche e da personale specializzato sono rare e la maggior parte dei maschi non presenta alcun problema significativo a seguito dell’intervento.

Oltre al gonfiore iniziale, un possibile sanguinamento e l’eventuale infezione sono i due problemi più comuni associati alla circoncisione (stimate in una percentuale variabile tra un caso su 10 e un caso su 50).
Da un punto di vista estetico il pene assumerà l’aspetto definitivo dopo circa un mese e mezzo dall’intervento.

Svantaggi

Un pene non circonciso è più sensibile di un pene circonciso, il che significa che i maschi circoncisi possono provare meno piacere durante l’attività sessuale. Se per alcuni la circoncisione è sinonimo di maggior “durata” durante le performance sessuali, per altri, la rimozione del prepuzio può rendere doloroso l’atto sessuale stesso. Questi effetti collaterali spiacevoli non si presentano però in tutti i soggetti circoncisi.

La circoncisione influisce sulle dimensioni del pene poichè provoca una perdita di circa il 30-50% della pelle, quindi quando il membro è flaccido, sembrerà più sottile e più corto perché il prepuzio si sarebbe aggirato attorno ad esso. In media, il pene eretto è più corto di 8 mm.

Infine questa pratica può rappresentare un trauma perché svolta su dei bambini, questo significa trovare un corpo irreversibilmente mutilato da adulto.

Com’è intuibile, la circoncisione è stata ed è tuttora oggetto di dibattito, quando il fine non è terapeutico.

In Finlandia, per esempio, la circoncisione maschile non medica è ritenuta illegale.

Benefici

È indubbio che la circoncisione riduca notevolmente l’incidenza di infezioni croniche del glande e del cancro alla testa del pene: la neoplasia ad esempio è quasi del tutto assente tra gli ebrei.

È più difficile, inoltre, che gli uomini circoncisi possano contrarre il virus dell’HIV da una persona sieropositiva. Il dato trova riscontro nelle ricerche che hanno registrato un calo di frequenza dell’AIDS tra le popolazioni africane, in cui la circoncisione resta una pratica molto diffusa per motivi culturali.

Nessun effetto preventivo, invece, è stato rilevato nelle infezioni da contatto: virali (papillomavirus) e batteriche (gonorrea e sifilide) per cui la principale prevenzione di queste malattie è soprattutto una buona pratica igienica, l’uso di profilattici durante i rapporti sessuali e la vaccinazione contro l’HPV.

Si ritiene che gli uomini circoncisi beneficino di una migliore igiene intima e di conseguenza un ridotto rischio di contrarre infezioni genitali.

Fonti
https://www.centroilponte.com
https://www.my-personaltrainer.it
https://www.andrologiadeluca.it
https://www.valorinormali.com
https://www.issalute.it

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