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Bias cognitivi

I Bias Cognitivi sono distorsioni percettive che provocano un’alterazione del ragionamento, una sorta di stortura che altera inconsapevolmente la nostra interpretazione della realtà circostante.

Sono insiti in ognun* di noi, eppure, nella stragrande maggioranza dei casi, nemmeno ci accorgiamo di averli.

Non ci credete? Vediamone alcuni!

  • BIAS DI CONFERMA

«Tutti noi tendiamo a cercare prove ed evidenze a sostegno delle nostre idee e a rigettare quelle contrarie ad esse» (Raymond Nickerson)

Questo errore cognitivo è così umanamente diffuso che è quasi impossibile esserne immuni. In qualche modo sentiamo che, confermando le nostre idee o valori, difendiamo la nostra identità personale da argomentazioni che potrebbero metterla in discussione e dunque destabilizzarci.

In realtà è sempre più utile servirsi del cosiddetto “metodo scientifico”, tentando di confutare la nostra idea in ogni modo e ritenerla vera solo quando essa abbia resistito ad ogni argomentazione contraria.

  • Maledizione della conoscenza (Curse of Knowledge)

«Una volta che acquistiamo conoscenza, è impossibile immaginare cosa possa significare non avere quella stessa conoscenza» (Chip Heath)

Vi è mai capitato di dover studiare un libro e reputarlo assolutamente incomprensibile? Se la risposta è sì, l’autore/autrice del vostro manuale potrebbe proprio essere stata vittima di questo bias. Ciò perché, spesso, una volta assimilata una nozione, si tende a dare per scontato che tutt* ne abbiano lo stesso livello di conoscenza.

Quando si intende spiegare un concetto ad altr* è, dunque, fondamentale assumere la prospettiva altrui, semplificando le informazioni e arrivando subito al nocciolo della questione.

Effetto Dunning-Kruger

«Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi» (Bertrand Russell)

Spesso accade che la conoscenza superficiale di una materia possa dare l’idea che essa sia alla portata di tutti e che sia di semplice comprensione: da qui il proliferare di tuttolog* senza alcuna competenza. All’opposto chi è abituat* a conoscere la complessità dello studio ha la tendenza a sottovalutarsi o a mettere in dubbio le proprie abilità.

Questo bias è molto comune nella quotidianità.

E’ sempre raccomandato documentarsi, selezionare le proprie fonti e armarsi di una buona dose di umiltà, che non fa mai male!

  • Pensiero di gruppo (Groupthink)

«I membri di un piccolo gruppo coeso tendono a mantenere lo spirito di corpo sviluppando inconsapevolmente una serie di illusioni condivise e di norme relative che interferiscono con il pensiero critico e con la verifica della realtà» (Irving Janis)

Questo tipo di errore cognitivo lo si può individuare in qualsiasi tipo di aggregazione sociale: esso attecchisce in quegli ambienti dove i membri condividono un background simile, hanno una leadership direttiva e un meccanismo di autoisolamento da intrusioni esterne.


Pensiamo, ad esempio, a cosa accadrebbe se, in una azienda, le decisioni di un* leader non venissero mai messe in discussione o, comunque, qualora vi fosse qualcun* dispost* a farlo, questi fosse mess* a tacere dal resto del gruppo. Le conseguenze sarebbero disastrose!

Le soluzioni per prevenire il Pensiero di Gruppo sono diverse e partono dall’assunzione di responsabilità di ogni singolo membro.

Oltre a ciò, sarebbe utile, ad esempio, l’assegnazione di un ruolo interno da “Avvocato del Diavolo” con l’obiettivo specifico di mettere in costante discussione il gruppo e trovare quante più obiezioni o contro-argomentazioni possibili, e via dicendo.

  • Punto cieco (Blindspot)

Se fin ora non vi siete riconosciut* in nessuno degli esempi sopra riportati o, in generale, ritenete di non poter essere vittime di bias… beh, probabilmente siete incorsi nel Punto Cieco!

Esso consiste nella tendenza a reputare noi stess* come liber* dai pregiudizi che vediamo invece agire nelle altre persone!

Ciò accade perché i pregiudizi vengono di per sé considerati sbagliati e indesiderabili e quindi, escludiamo a prescindere di esserne affett*. Il punto è che, per quanto consapevoli, è quasi impossibile essere totalmente immuni da bias ma è comunque importante allenarsi a riconoscere e attenuare quelli che con più frequenza ci impediscono di vedere la realtà dentro e fuori da noi.


I Bias cognitivi sono degli errori sistematici, quasi fisiologici, che il nostro cervello produce in totale autonomia, influenzando il nostro giudizio e le nostre decisioni.

Insomma, spesso i nostri comportamenti non sono completamente razionali tanto quanto vorremmo che lo fossero.

Niente panico, però! Non c’è nulla di strano o irrimediabilmente compromesso in noi!

Semplicemente il nostro cervello, di default, è progettato per facilitarci le cose. Nell’aiutarci ad interpretare la realtà ci propone associazioni, idee, schemi, deduzioni o correlazioni tra fenomeni, non necessariamente corretti, ma che ci permettono di prendere immediatamente decisioni e/o formulare giudizi al fine di aumentare le nostre capacità di sopravvivenza.

In questo modo, col minimo dispendio di energie, svolgiamo tutte le attività di “ordinaria amministrazione”, ossia quelle che abbiamo assimilato per abitudine e per cui non abbiamo bisogno di fare grandi riflessioni (es. guidare, reagire ad un rumore improvviso potenzialmente pericoloso, formulare giudizi su una persona nei primissimi minuti di conoscenza).

A questo sistema “istintivo” si affianca quello “razionale” per mezzo del quale il nostro cervello compie invece ragionamenti più complessi che richiedono un vero e proprio approccio critico, più tempo e maggior dispendio di energie.

I bias rientrano nel primo meccanismo cerebrale: ci permettono facilmente di gestire le poche o troppe informazioni, cosa ricordare meglio, come decidere più velocemente.

Ciò non significa tuttavia, che non sia possibile, in queste situazioni, attivare il pensiero critico e, dunque, allenare il nostro cervello a riconoscere l’emergere di tali errori cognitivi per poi spingerlo a verificarne le risultanze prodotte.

Se ancora siete scettic*, provate a rispondere a questa domanda:

“Una racchetta da ping pong e una pallina costano, sommate insieme, 1,10€; la racchetta costa 1€ in più della pallina: quanto costa la pallina?”.

Vi assicuro che la prima risposta che vi verrà in mente, non è quella corretta! Attivate il vostro pensiero critico!


Per approfondire
Se i Bias descritti vi hanno particolarmente incuriosito, vi consigliamo di cercare:

  • il Test 2-4-6 di Wason;
  • l’esperimento dei Tamburellatori;
  • la rapina di McArthur Wheeler;
  • il fiasco dell’invasione della Baia dei Porci vs la Gestione della crisi dei missili di Cuba;
  • List of Cognitive Biases (wikipedia)

FONTI:
http://www.pensierocritico.eu/bias-cognitivi-euristiche.html
http://www.pensierocritico.eu/index.php
https://www.bg2lab.it/

“Quanti sono i bias cognitivi?” – Andrea Saletti

“Quali sono i problemi con il Groupthink? + Come evitarli” – Andrew Blackman

“Bias cognitivi” – Mensa Italia

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