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Guantànamo: 2021 e violazioni dei diritti umani

TW: TORTURA, VIOLENZA, PRIGIONIA, TERRORISMO

Guantànamo è oggi un tragico simbolo delle violazioni dei diritti umani. Guantànamo è, dall’11 gennaio 2002, un centro di detenzione gestito dagli Stati Uniti d’America a Guantànamo Bay (Cuba). Dal 1898 è sede di una base navale statunitense e dal 1903 il territorio occupato dalle installazioni militari è stato affittato indefinitamente al governo USA. Su quest’area gli Stati Uniti hanno completa giurisdizione e controllo, ma riconoscono la sovranità del governo cubano, che però, nonostante le sue proteste, non ha modo di riottenerne il controllo: una situazione ancor più resa irrisolvibile dai cattivi rapporti tra Washington e il regime di Fidel Castro. 

Infatti, è chiaro che a partire dal 1959, anno della rivoluzione castrista, il governo di Cuba vorrebbe fortissimamente sottrarsi all’accordo (e da quell’anno, infatti, rifiuta di incassare i soldi dell’affitto); ma non può farlo senza il consenso degli Stati Uniti, come previsto dal Trattato Usa e Cuba del 29 maggio 1934. C’è da dire, però, che ai sensi dell’Accordo, gli Stati Uniti hanno l’utilizzo della baia di Guantánamo unicamente «come sede di basi navali o per il rifornimento di carbone e per nessun altro scopo»; la base, invece, è stata utilizzata per altre finalità: ieri come campo di raccolta per lз profughз haitiani e cubani (nel 1994 se ne contavano 45.000), oggi come carcere militare di massima sicurezza. 

Guantanamo: reportage dalla vergogna americana | Rolling Stone Italia

Ovviamente, è il 2001 la chiave. 11 settembre: giorno in cui gli Stati Uniti subiscono l’attacco terroristico alle Torri Gemelle e al Pentagono, con il sacrificio di migliaia di vite umane. “Quella strage, che ha portato morte e distruzione è frutto di un terrorismo internazionale, che si caratterizza per la dimensione sovranazionale dell’organizzazione, per il fatto di essere operativo sull’intero pianeta e per la sua finalità: che è quella di voler colpire “il mondo occidentale e i suoi valori”. In seguito agli attentati dell’11 settembre, che vengono rivendicati dall’organizzazione terroristica “Al Qaeda”, gli Stati Uniti avviano una spedizione militare in Afghanistan con lo scopo di debellare il regime talebano, colpevole di avere offerto appoggio e ospitalità al leader di “Al Qaeda”, Osama Bin Laden, e ai suoз seguaci. Nel corso del conflitto armato centinaia di persone, ritenute direttamente o indirettamente coinvolte nel network internazionale del terrore, sono fatte prigioniere dalle forze statunitensi e trattenute nelle carceri militari in Afghanistan, per poi essere trasferite a Guantánamo nel carcere americano di massima sicurezza. Il primo volo, proveniente dall’Afghanistan con centinaia di prigionierз – meglio: detainees, detenutз in attesa – atterra a Guantánamo l’11 gennaio 2002” (Frosini).

Usa, il piano "silenzioso" di Biden per chiudere Guantanamo - la Repubblica

A partire dal 2001, le autorità militari hanno iniziato a costruire all’interno del perimetro della base una struttura detentiva provvisoria, il cosiddetto Camp X-Ray dove vennero ospitatз lз primз prigionierз della “guerra al terrore” nel gennaio 2002.  Da quell’anno sono statз detenutз circa 1000 (o più) prigionierз provenienti da oltre 40 paesi del mondo. Circa 450 sono tutt’ora detenutз senza accuse o processi, perchè si, nessuno di loro è mai comparsә davanti a unә giudice, a unә avvocatә o a un tribunale. Nonostante questo, però, gli Stati Uniti d’America abusano di loro fisicamente e psicologicamente, senza premure. 

Lettere da Guantanamo” di Laura Silvia Battaglia - Arabpress

L’uso della tortura

L’uso della tortura come metodo di controllo simbolico, in forma provocatoriamente sia pubblica sia segreta, rivela la fissazione dell’Occidente (le sue tensioni interne e le sue ambivalenze) per la distruzione del corpo del musulmano, l’“altro”, la cui umanità deve essere continuamente messa in discussione nel mondo post-11 settembre (Clark). Con la vicenda di Guantànamo possiamo valutare e capire fino a che punto uno Stato può e deve avere potere, fino a quando lo Stato può intervenire sulla sfera dei diritti in ragione di un fine superiore (tortura vs sicurezza nazionale). 

Lз prigionierз  sono rinchiusз  24 ore su 24 in delle piccole celle singole (un metro e ottanta per due metri e mezzo) con pareti di rete metallica aperte all’osservazione esterna su tutti e quattro i lati, sempre illuminate dalla luce solare di giorno e da quella artificiale di notte e soggette alle temperature subtropicali (spesso oltre i 43 gradi centigradi). Dormono su pavimenti di cemento, senza materassi, e il bagno è un buco per terra. Lз  prigionierз  non hanno nome: sono solo un numero, che corrisponde alla loro cella. E si distinguono per il colore delle tute che devono indossare, che ne rivela il behaviour: arancione è il colore della tuta di chi non collabora, bianco è invece il colore delle tute di chi ha parlato, e pertanto gode di qualche piccolo privilegio in più. In una settimana, dalla gabbia si esce per soli novanta minuti, in frazioni da trenta minuti ciascuna, a intervalli di due giorni. Lз  detenutз  con la tuta arancione, quando escono, devono vestire il “tre pezzi”, che è una cintura di cuoio, stretta in vita da robusti anelli cui vengono agganciati due metri di catena che tengono insieme caviglie e polsi.

Guantanamo: 10 anni di torture e menzogne. In Usa monta la protesta -  AgoraVox Italia

Le testimonianze

La storia di Mohamed al-Qahtani (da Oltre l’Occidente): “Proprio le “necessità militari” sono state utilizzate per giustificare il “piano speciale per gli interrogatori” autorizzato dal Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld nei confronti del prigioniero di Guantánamo Mohamed al-Qahtani, considerato un detenuto di alto profilo e importanza per le indagini contro il terrorismo, ma che stava resistendo alle tecniche di interrogatorio abituali. Mohamed al-Qahtani venne tenuto in isolamento per tre mesi a cavallo tra 2002 e 2003. Venne costretto a indossare biancheria intima femminile, fu legato con un guinzaglio e costretto a comportarsi come un cane, venne obbligato a ballare con un asciugamano in testa messo come un burka, ebbe i capelli e la barba rasati a forza, venne spogliato e sottoposto a perquisizioni corporali di fronte a delle donne soldato che lo umiliarono anche sessualmente, i suoi familiari vennero pesantemente insultatз, fu vittima di incappucciamento, privato del sonno, esposto a temperature estreme e musica ad alto volume, costretto a rimanere a lungo in piedi e obbligato a urinarsi addosso perché lз militari non gli permettevano di andare in bagno. Mohamed al-Qahtani venne interrogato per 18 o 20 ore al giorno per un periodo stimato tra i 48 e i 54 giorni consecutivi. Durante gli interrogatori lз militari USA gli fecero credere che lo avrebbero trasferito da Guantánamo per rimpatriarlo e gli iniettarono tranquillanti, lo bendarono e gli fecero fare voli sopra la base.”

(da Il Manifesto):

Il saudita Mustafa al-Hawsawi, 51 anni, accusato di aver partecipato al piano d’attacco alle Torri gemelle, da anni non riesce a stare seduto per i dolori inenarrabili al retto, in seguito alle brutali e ripetute violenze di sodomia subite nella detenzione ormai quasi ventennale nei siti della Cia e a Guantánamo. Mustafa mangia il meno possibile e spesso digiuna: per evitare i conseguenti terribili dolori.

Il palestinese Abu Zubaydah, detenuto dopo essere stato rapito dalla Cia e rinchiuso in una cella grade quanto una bara in un sito della Cia stessa, fu sottoposto alla tortura dell’annegamento, il «waterboarding», 83 volte. Dopo è finito a Guantánamo e nel 2043, se sarà ancora vivo, avrà 72 anni, e forse ne uscirà.

Lз altrз detenutз, oggi in tutto circa quaranta, tra ventiquattro anni semplicemente non ci saranno più, per motivi anagrafici, ma più probabilmente perché eliminatз da malattie, invalidità, disturbi fisici e mentali, conseguenze di una infinita detenzione disumana, senza processo, illegale, senza ombra di diritto e di diritti, senza adeguata assistenza medica. 

Perchè nel 2021 dobbiamo ancora leggere storie del genere? Quanto ci vuole affinchè questi centri vengano chiusi e mai più ricostituiti? Bisogna aprire gli occhi, si, è vero, però pensate che Trump ha indicato, prima della fine del suo mandato, che il centro di detenzione di Guantànamo debba rimanere operativo almeno fino al 2043 (sono questi i piani del Pentagono USA). Joe Biden oggi è l’unica persona che può mettere fine a questa storia, sfruttando la maggioranza democratica del Congresso nei suoi due rami. 

L’amministrazione USA, nella storia, soprattutto con Trump ma anche prima, ha cercato di respingere le denunce di torture e maltrattamenti facendo leva sul “documento di Manchester”, un manuale di addestramento di al Qa’ida che sarebbe stato rinvenuto in Gran Bretagna in cui si suggerirebbe aз membri del gruppo terroristico di dichiarare di essere statз torturatз o maltrattatз in detenzione. “In un memorandum datato 1 agosto 2002, un assistente del Procuratore Generale consigliava alla Casa Bianca che il Presidente aveva il potere di infrangere il divieto di ricorrere alla tortura; che si poteva causare un certo livello di dolore agli interrogati senza superare la soglia della tortura; che numerose azioni che potevano costituire un trattamento crudele inumano e degradante non rappresentavano un atto di tortura. Secondo il documento, il personale che avesse fatto ricorso a tali metodi di interrogatorio non sarebbe stato perseguibile dalle leggi statunitensi contro la tortura: nonostante queste tecniche fossero assimilabili a tortura la necessità o l’esigenza dell’autodifesa potevano fornire giustificazioni sufficienti a eliminare ogni responsabilità penale”. 

Il memorandum firmato dal Presidente Bush il 7 febbraio 2002, che da allora non è stato ritirato né emendato, stabilisce che tuttз lз detenutз debbano essere trattatз umanamente “compresi coloro che non avrebbero diritto a tale trattamento”. Non esistono prigionierз che non abbiano il diritto di essere trattatз umanamente. Tuttз lз detenutз, in ogni luogo, hanno il diritto di non subire torture o altri maltrattamenti. Questa non è una scelta politica, ma un obbligo legale per tutti i governi.”

Nota finale? Nel corso delle “guerra al terrore” nessunә militare o agente statunitense è statә incriminatә per violazioni delle leggi contro la tortura. 

Ricordiamo anche che, a Guantànamo, essendo un centro di prigionia USA ma territorialmente “al di fuori degli USA” (essendo situato a Cuba), gli Stati Uniti non si vogliono assumere le responsabilità approfittando dell’extraterritorialità dei fatti.

Cosa ne pensi? Come ti sei sentitә a leggere questa storia?

Pensa che ora, in questo istante, a Guantànamo le cose funzionano così come hai appena letto. 

C’è ancora molto da fare.

GUANTANAMO, A 15 ANNI DALLA PRIGIONE DEI DIRITTI NEGATI CHE TRUMP NON VUOLE  CHIUDERE - nelPaese.it

Fonti:

Lezioni universitarie prof.ssa Bologna Chiara, Università di Bologna: Diritto Costituzionale Comparato

Archivio – Associazione Oltre l’Occidente

Il Manifesto, Perchè è urgente che Biden chiuda Guantànamo, 08.05.2021

12 anni a Guantànamo – Mohamedou Ould Slahi, Piemme

Guantànamo and its aftermath, Human Rights Center, University of California & International Human Rights Law Clinic & Center for Constitutional Rights, 2008

Lo stato di diritto si è fermato a Guantànamo, Tommaso Edoardo Frosini, Associazione dei Costituzionalisti, 2005

C. Bonini, Guantanamo. USA, viaggio nella prigione del terrore, cit., 30-31 e 59-61;  

R. Ferreira, I prigionieri incappucciati nelle gabbie di Guantanamo, in la Repubblica del 25 gennaio 2002; 

A. Conchiglia, Nel buco nero di Guantanamo, in Le Monde diplomatique, gennaio 2004; 

A. De Petris, Guantánamo: un buco nero nella “terra della libertà”

Rapporto del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) sul trattamento da parte delle Forze della Coalizione dei prigionieri di guerra e di altre persone tutelate dalle Convenzioni di Ginevra in Iraq durante il loro arresto, la loro detenzione e i loro interrogatori, 2004

Guntànamo’s darkest secret – The New Yorker, 2019

Guantànamo, Appeso ai polsi e torturato per 540 giorni, ma facevo solo il tassista a Karachi, La Repubblica, 2020

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