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Karoshi, morte per troppo lavoro

Karoshi : Termine giapponese adottato in medicina a livello internazionale negli anni ’90 per indicare la morte (giapp. shĭ) improvvisa (per es., da ictus cerebrale) insorta. Con verosimile nesso di causalità, dopo un prolungato sovraccarico lavorativo (giapp. karō), associato a frequente o subcontinuo coinvolgimento emotivo.

Dopo la seconda guerra mondiale, il primo ministro giapponese Shigeru Yoshida stabilì come priorità la ricostruzione dell’economia del Paese. La base era una sorta di patto basato sulla lealtà de* lavorator* alle industrie, i/le qual* avrebbero ricevuto in cambio un posto fisso.

Tutto questo ha funzionato per portare il Giappone ad essere una delle economie più grandi del mondo. Ha però stravolto radicalmente i ritmi di vita della popolazione.

Le condizioni di lavoro in Giappone non sono soltanto alienanti, ma conducono a problemi psico-fisici e alla morte (Karoshi).

L‘ OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) mostra che il deficit di ore di sonno in Giappone è il peggiore al mondo. Girano sul web foto di impiegat* che, esaust* dalla giornata lavorativa, si addormentano per strada e sui mezzi pubblici, nelle più strane posizioni.

Una notizia che ha scosso i media e ha permesso di evidenziare ancora di più le ardue condizioni di lavoro in Giappone è stata la morte della giornalista Mia Sado nel 2013, deceduta a 31 anni per insufficienza cardiaca, il suo cuore era talmente affaticato da non poter più pompare il sangue.

Inizialmente i genitori della ragazza non hanno voluto diffondere la notizia, ma hanno poi cambiato idea per permettere alle persone di conoscere la realtà del Karoshi.

Il sovraccarico di ore di lavoro è causa di circa 200 morti l’anno solo in Giappone.

Sado, ad esempio, svolgeva circa 209 ore di straordinari al mese, sabato e domenica inclusi.

La pressione è alta e dato il grande rischio di essere licenziat*, i/le dipendenti accettano condizioni di lavoro ai limiti dello stress per non perdere la propria posizione.
Una relazione del 2016 in cui vengono esaminati i casi di Karoshi, mostra che su 10.000 intervistat*, più del 20% svolge almeno 80 ore di straordinari al mese; nel 2017 1 lavorator* su 5 rischiava di essere vittima del Karoshi.

Testimoni raccontano che nelle aziende vengono addirittura redatti registri falsi sulle ore di lavoro svolte, per dimostrare che l’orario di lavoro de* dipendent* sia nella norma, quando poi all’interno di registri secondari vengono annotate le effettive ore di lavoro comprese di straordinari non pagati.

Questo stile di vita, in Giappone, sembra essere anche una ragione per un tasso molto basso di matrimoni e natalità, fondamentalmente le persone non hanno tempo per avere una vita sociale, finendo a vivere soltanto per il proprio lavoro.

Fonti

Morire di lavoro in Giappone-Vice news

Japan’s toxic culture of overwork drove a 31-year-old woman to death-

Business insider

Curbing death by overwork in Japan-Financial Times 

Vocabolario Treccani

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