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Spectatoring: guardarsi dall’esterno

A chi non è mai capitato di trovarsi in una situazione di intimità e di non riuscire a lasciarsi andare a causa dell’eccessiva preoccupazione per il proprio corpo e le proprie azioni, finendo per trasformare un momento di libertà in uno spietatissimo esame? Esiste una parola specifica per identificare il fenomeno ed è “Spectatoring”

Questa parola è “Spectatoring”.

Il termine fu coniato negli anni ‘70 dai sessuolog* William Masters e Virginia Johnson.

Durante l’attività sessuale, la persona assume il ruolo di giudice inflessibile: ci si ritrova così a commentare negativamente le proprie azioni e reazioni e ad auto-osservare ossessivamente il proprio corpo, monitorando minuziosamente la propria performance sessuale.

Questa condizione di disagio è collegabile al concetto di auto-oggettivazione, in cui lo sguardo giudicante esterno viene interiorizzato.

Alla base potrebbero esserci difficoltà relazionali, scarsa autostima, scarsa conoscenza di sé e del proprio corpo. Questi elementi di stress hanno inevitabili ripercussioni sulla nostra vita sessuale. Nell’individuazione delle cause sottostanti, ci viene in aiuto la terapia personale o di coppia, che ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli aspetti più profondi e meravigliosi di noi stess*.

Lo spectatoring consiste quindi nell’adottare per tutta la durata del rapporto sessuale una prospettiva esterna, come se ci si guardasse da fuori, assumendo il ruolo di giudice e commentando negativamente il proprio corpo e le proprie azioni.

Questa auto-osservazione ossessiva e svalutante può verificarsi anche a causa di un senso di insoddisfazione per la propria immagine corporea. Percependo il proprio corpo come scarsamente attraente, l’attenzione è rivolta alla paura del giudizio da parte dell’altra persona, finendo per sganciarsi dall’esperienza erotica.

Lo spectatoring è un fenomeno che non riguarda soltanto le donne e che può avere ripercussioni importanti sul piano del benessere psicosessuale.
Esso può comportare frustrazione, vissuti ansiosi e depressivi, disfunzioni sessuali e difficoltà o impossibilità nel raggiungimento dell’orgasmo.


Il fenomeno dello spectatoring è da considerarsi una forma di difesa psichica e, in quanto tale, deve essere affrontato all’interno di un percorso terapeutico che permetta l’individuazione, l’elaborazione e lo scioglimento di processi e conflitti psichici o relazionali.

Come diventare protagonista della propria sessualità?

  1. Ascoltare il proprio corpo e le proprie sensazioni
  2. Abbandonarsi all’altra persona
  3. Liberarsi dalla paura del giudizio

  • Ascoltare il proprio corpo e le proprie sensazioni

Si parla spesso di unione mente – corpo. Questo aspetto è ancora più evidente nella dimensione sessuale. In questo senso, sarebbe utile abbandonare l’eccessivo controllo mentale, provando a sentire maggiormente il proprio corpo e le sensazioni che arrivano.

  • Abbandonarsi all’altra persona

Un rapporto sessuale è sempre e comunque un incontro con un’altra persona, che può essere meramente fisico o che può comprendere il mettersi a nudo su più piani.

In tal senso, la terapia di coppia può essere particolarmente d’aiuto per sviluppare complicità e risolvere il disagio, concedendosi la libertà di scoprirsi reciprocamente.

  • Liberarsi dalla paura del giudizio

Non soltanto dell’altra persona, ma anche e soprattutto di se stess*. Sospendere i propri pensieri e la paura di essere giudicati è infatti il modo migliore per poter godere di una vita sessuale soddisfacente.

FONTI

“Mirror, Mirror, on the Wall… Who is the Fairest of Them All?”—Body Image and Its Role in Sexual Health (K Das, R Raman, 2019)

Quando le persone diventano cose. Corpo e genere come uniche dimensioni di umanità (Maria Giuseppina Pacilli, 2014)

“Don’t Look Now”: The Role of Self-Focus in Sexual Dysfunction (Michael W. Wiederman, 2001)

Spectatoring and the relationship between body image and sexual experience: Self‐focus or self‐valence? (Paul D. Trapnell, Cindy M. Meston & Boris B. Gorzalka,1997)

The role of body image in sexually avoidant behaviour (Myles S. Faith & Mitchell L. Schare, 1993)

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