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PNRR: Si inizia a spendere!

Tutti i dettagli sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)

Il piano nazionale di ripresa e resilienza è il programma italiano per la spesa dei fondi in arrivo dal “Recovery and Resilience Facility” dell’Unione Europea. Tale piano prevede una allocazione di 191,5 miliardi di euro alla sola Italia (paese tra i maggiori beneficiari di questo piano), 25 dei quali già in arrivo nelle prossime settimane. 

La posta in gioco

Il Recovery and Resilience Facility non è semplicemente una semplice allocazione di fondi europei (come quelli che vengono programmati ogni sette anni), ma molto di più: solitamente i fondi strutturali dell’Unione Europea sono finanziati dalle quote partecipative dei paesi membri, dalle imposte come l’IVA o quelle doganali, in questo caso invece è l’Unione Europea stessa che raccoglie fondi dai mercati.

Lз meno espertз si chiederanno giustamente cosa questo significa. Quando, per esempio, un paese ha bisogno di fondi per finanziare degli investimenti, emette delle obbligazioni: sta chiedendo dei prestiti nel mercato finanziario. Coloro che decidono di prestare soldi allo stato (tramite lo strumento delle obbligazioni) lo fanno perché così riceveranno dopo un determinato periodo la cifra prestata e un interesse.

Semplificando: se l’interesse è alto conviene all’investitorə ma non allo stato, viceversa se è basso, conviene allo stato e meno all’investitorə. Solitamente un tasso d’interesse più alto implica un maggiore rischio per l’investitorə che presta denaro.

Perché è così importante che l’Unione Europea chieda direttamente prestiti sui mercati?

Perché i paesi europei più in crisi possono ricevere prestiti pagando un interesse più basso, dal momento che è l’Unione Europea stessa a mettersi sui mercati, richiedendo un interesse più basso rispetto a quello che potrebbe ricevere un singolo stato (come in particolare l’Italia). 

Si tratta di un momento storico, perché tale emissione di obbligazioni comuni non è (quasi) mai accaduta prima, e secondo moltɜ espertɜ l’emissione continua di obbligazioni da parte dell’UE rappresenterebbe uno dei più grandi passi in avanti per l’integrazione europea.

La posta in gioco è molto alta, perché se il PNRR italiano, che è il paese che ricevere più fondi, funzionerà, si potrà pensare di rendere le obbligazioni comunitarie uno strumento standard dell’Unione Europea, facendo quindi un grandissimo balzo in avanti nel processo integrativo, oltre che a portare un enorme beneficio ai paesi membri che faticano di più a livello economico.

Come è suddiviso il PNRR italiano

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sviluppa attorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Il piano italiano è inoltre suddiviso in sei missioni: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” con 49,2 miliardi, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” con 68,6 miliardi, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile” con 31,4 miliardi, “Istruzione e Ricerca” con 31,9 miliardi, “Inclusione e Coesione” con 22,4 miliardi e “Salute” con 18,5 miliardi. Nel piano sono anche previste anche alcune riforme, soprattutto mirate a uno snellimento e digitalizzazione delle procedure burocratiche e giuridiche, che rappresentano uno dei più grandi ostacoli allo sviluppo economico italiano.

Rivoluzione verde e transazione ecologica

La seconda missione del piano, nonché quella a cui è dedicata la più grande quantità di fondi, è quella relativa all’ambiente. Questa missione è suddivisa in quattro componenti mirati all’economia circolare, energia rinnovabile, efficienza energetica e tutela del territorio. 
Uno dei temi più innovativi e ambiziosi tra quelli trattati è quello relativo all’idrogeno: nel PNRR si pianifica infatti la creazione di un settore completamente nuovo, partendo dalle aree industriali dismesse, e creando hydrogen valleys nelle quali viene prodotto idrogeno che sarà utilizzato dall’industria e dai mezzi di trasporto locale. L’idrogeno infatti viene già utilizzato in alcuni settori, e potrebbe addirittura essere implementato in alcuni settori per decarbonizzarli: ad esempio nell’industria dell’acciaio l’idrogeno potrebbe permettere una riduzione delle emissioni del 90%. L’idrogeno potrebbe anche essere utilizzato come carburante per il trasporto su gomma (in particolare negli autocarri a lungo raggio, responsabile dal 5 al 10% delle emissioni complessive), l’intervento proposto nel PNRR prevede la creazione di stazioni di rifornimento, inizialmente su ipotetiche “linee dell’idrogeno”. Anche il trasporto ferroviario potrebbe essere compreso nella rivoluzione dell’idrogeno, in quanto 1/10 del trasporto su ferro avviene tramite treni vecchi e funzionanti a diesel, che potrebbero essere sostituiti da nuovi mezzi funzionanti a idrogeno.

Sono presenti interventi mirati anche a una mobilità più sostenibile: nel 2019, due persone su tre utilizzano l’auto ogni giorno, mentre solamente il 10% dei viaggi viene fatto tramite mezzi pubblici. L’intervento previsto nel PNRR prevede la realizzazione di una rete di 240km di trasporto rapido, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, per ottenere un aumento del 10% nell’uso dei mezzi pubblici.

Istruzione

31,4 miliardi sono dedicati all’istruzione. Il piano prevede interventi a ogni livello d’istruzione, a partire da quelle dell’infanzia, dove saranno aggiunti 228000 posti, a quelle di livello superiori, dove si mira a diminuire il numero massimo di alunnɜ per classe, per poi rafforzare anche l’istruzione terziaria e gli ITS. Un’ulteriore riforma prevede l’aumento degli alloggi per fuori-sede da 40000 a 100000 entro il 2026: si vuole incentivare gli agenti privati a investire nell’edilizia universitaria tramite un pre finanziamento del MIUR che coprirebbe i costi di gestione strutturali dei primi tre anni. Viene previsto anche un maggiore investimento nelle borse di studio, aumentando di circa 700€ l’importo medio e aumentando anche la platea di beneficiarɜ a cui è rivolto.

Bibliografia

https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf

https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/

http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/ministro/13-07-2021/pnrr-libera-dell%E2%80%99ecofin-al-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza

https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_en

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