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Gli Stati Uniti e *l* figl* dell’immigrazione a “tolleranza zero”

Sotto l’amministrazione Trump si è assistito, tra il 2017 ed il 2018, ad una dura politica di contrasto all’immigrazione che ha portato alla separazione al confine di oltre 5.500 famiglie.

Oggi, a più di due anni di distanza, sono in tant* a subirne ancora le conseguenze. Nonostante gli sforzi del governo e delle associazioni per la tutela de* migrant*, la strada è ancora lunga, e la pandemia in corso non aiuta.

A partire dall’ottobre 2017 negli Stati Uniti il governo Trump ha attuato una politica di contrasto all’immigrazione cosiddetta “a tolleranza zero”, lungo il confine con il Messico.

Che cosa prevedeva questo programma?

Questa politica “zero tolerance”, largamente contestata e rimasta attiva solo alcuni mesi, prevedeva l’arresto immediato, in attesa di processo, di tutte le persone che entravano illegalmente nel paese, anche qualora queste stessero accompagnando de* minori.

Non era previsto quindi, per i nuclei famigliari, alcun iter specifico di tutela. 

E *l* minori a chi venivano affidat*?

Non potendo i/le bambin* essere detenut* nelle prigioni federali insieme ai genitori, quest* venivano separat* dai famigliari e destinat* a centri speciali di accoglienza.

Qui dovevano inizialmente essere trattenut* pochi giorni, in attesa di trovare una famiglia in suolo americano pronta a prenderl* in custodia (le cosiddette famiglie sponsor).

Di fatto vi sono rimast* a volte per mesi. 

Una volta terminate le procedure legali a carico dei genitori, l’amministrazione Trump non aveva però un piano per ricomporre questi nuclei famigliari in modo rapido ed efficace.

Nel giugno 2018, con la cessazione di questa politica, è iniziato il ricongiungimento delle famiglie ancora separate. 

È emerso solo nel 2019 che *l* minori strappat* ai genitori tra il 2017 e il 2018 dalla polizia di frontiera statunitense ammontano a oltre 5.500.

Il numero comunicato inizialmente dal Governo era molto inferiore.

Si è venuti a conoscenza di un programma pilota, non dichiarato, che avrebbe contribuito ad aumentare il numero di casi di separazione.

Questo programma sarebbe stato attivo ad El Paso ben prima che il governo si facesse portavoce di questa nuova politica di immigrazione. 

A ottobre 2020 il New York Times ed il Washington Post hanno denunciato la presenza di 545 bambin* sul suolo americano de* quali ancora non si riescono a rintracciare le famiglie.

Molt* hanno meno di 5 anni.

Si stima che oltre due terzi dei genitori attualmente non reperibili siano stati rimpatriati nei loro paesi di origine, prevalentemente in Centro America. 

Il governo e diverse associazioni a tutela de* migrant* (tra le principali Justice in Motion) stanno portando avanti tentativi per cercare per rimettere in contatto queste famiglie.

Talvolta decidono di recarsi direttamente nei loro paesi di origine, tra cui Honduras e Guatemala, a volte in situazioni che mettono a rischio l’incolumità de* volontar* stess*

L’avvento dell’emergenza Covid ha contribuito a rendere queste operazioni ancora più difficili, a volte impedendole del tutto.

Con il coronavirus che si diffonde a livello globale, centinaia di genitori e bambin* continuano a rimanere separati, nel mezzo di una pandemia.  

Fonti

https://www.washingtonpost.com/nation/2020/10/21/family-separation-parents-border-covid/

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