You are currently viewing Babbo Natale servo del Capitale

Babbo Natale servo del Capitale

Avete mai visto Karl Marx e Babbo Natale nella stessa stanza? Sarebbe bizzarro, certo, e Marx non perderebbe quell’occasione per interrogare Babbo Natale sullo sfruttamento de* lavorator* aiutanti e sull’appropriazione del plusvalore.

Avrebbero qualcosa da dirgli anche tutt* coloro che criticano l’odierno materialismo e il consumismo che diventa sfrenato durante le festività.

Considerando che risponde con fatica alle letterine mandate da* bambin*, probabilmente replicherebbe con un “no-comment” a queste critiche. 

Parola d’ordine “regali”, o meglio parola d’ordine “comprare”.

Nonostante ci raccontiamo che “l’importante è stare insieme”, la verità è che restiamo ancora un po’ male quando non vediamo sotto l’albero quel bel numero di pacchetti da scartare.

Che il regalo sia utile o sostenibile importa meno: l’importante è che ci sia. 

Quest’anno abbiamo dovuto anche ridimensionare il concetto di “stare insieme” e lo spirito del Natale pulsa decisamente meno in queste ultime giornate del 2020.

Quello a cui non abbiamo mai rinunciato, però, sono proprio i regali, rito protagonista del Natale, che parte affollando i centri commerciali o confrontando i prodotti su Amazon e finisce con il sospiro di sollievo che tiriamo dopo aver visto la faccia soddisfatta di chi lo ha ricevuto.

Babbo Natale (o chi per lui) muovono ogni anno miliardi tra regali, addobbi, eventi e cibo, possibilmente in abbondanza.

Aumentano i consumi, le aziende pagano con più tranquillità gli stipendi, i/l* lavorator* usano quel reddito per altri consumi e così via.

Un sistema lineare, com’è lineare il capitalismo.

Il capitalismo è, di fatto, il sistema economico che ha maggiormente favorito il raggiungimento di un certo benessere economico, ma nel suo avanzare ha schiacciato molt*, acuendo le disuguaglianze sociali tra i diversi paesi.

I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, anche in un periodo così fragile come quello creato dalla pandemia. Continuiamo a consumare oltre la soglia di sostenibilità, riducendo le risorse e le possibilità delle generazioni future.

Ma alla fine, anche al Grinch piaceva il Natale.

Babbo Natale servo del capitale: una provocazione, certo, che ci permette però di riflettere su quanto le festività si siano trasformate in obbligate occasioni di consumismo, in cui la qualità del rapporto con l’altr* deve essere provata con l’acquisto del regalo perfetto.

Il regalo, che vorrebbe essere evento di dono per eccellenza, con cui ci prendiamo cura de* altr* e portiamo felicità realizzando un desiderio, rischia spesso di svuotarsi di significato e diventare mero scambio materiale. 

Vuoi per cultura, vuoi per tradizione, Natale viene raccontato e idealizzato come la festività in famiglia per eccellenza.

Dobbiamo essere buon*, felici, volerci bene, pensare ai nostri valori, alla nostra morale, fare buoni propositi, stare insieme.

Le famiglie non sono tutte uguali, così come non è uguale per tutt* il valore attribuito al Natale. C’è chi ne va pazz* e vive con grande felicità questo periodo, c’è chi ne fa (o farebbe) volentieri a meno, c’è chi lo passa con la famiglia, chi con amic*, chi da sol*. 

Natale schiavizzato dalle grandi aziende? Il picco di vendite non lo hanno solo le multinazionali che cercano di convincerci che il loro prodotto è il regalo perfetto. Natale è un momento chiave anche per le piccole realtà imprenditoriali e artigianali, che cercano in questo periodo di far quadrare i conti.

Quando si parla di etica e di sostenibilità del Natale si guarda infatti anche alla provenienza dei regali.

Lo spirito del Natale dovrebbe ispirarci a comprare prodotti che vengono realizzati senza sfruttamento, a basso impatto ambientale, utili e di aiuto non solo per chi li riceve, ma anche per chi li vende.

Per un Natale più etico e per dei regali più sostenibili puoi, ad esempio, scegliere dei regali provenienti da realtà locali, preferire idee di maggiore impatto personale aldilà del valore economico, donare il tuo tempo più che i tuoi soldi.

Lascia un commento