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Perchè sarebbe necessario un passaggio all’economia circolare?

Per parlare di economia circolare bisogna partire dal presupposto che il sistema economico in cui ci troviamo oggi funziona in modo “Lineare”, paradigma economico in cui le fasi del ciclo di vita dei prodotti iniziano e si esauriscono seguendo il modello Take-Make-Dispose (usa e getta). 

Oggigiorno tale modello economico non riesce più a gestire l’equilibrio tra domanda e offerta nel consumo delle risorse naturali e nella gestione dei rifiuti, influenzando negativamente la sostenibilità ambientale e le condizioni socio economiche del pianeta.

Per contrastare questo sovrasfruttamento e l’enorme quantità di rifiuti, negli anni si sono adottate diverse politiche a favore di uno sviluppo sostenibile ma anche a favore della nascita della cosiddetta “Economia circolare”.

Economia che, al contrario dell’economia lineare, si basa su un ciclo di vita in cui i prodotti o i servizi si rigenerano da soli seguendo non solo il concetto “Cardle to Cardle” (dalla culla alla culla) ma anche la volontà di utilizzare materiali “upcycling”, conservando o migliorando quindi la qualità dei materiali utilizzati per prevenirne il deterioramento. 

Comunque, quando si parla di economia circolare, si fa riferimento all’approccio “life cycle thinking”: pensare al prodotto in modo che possa rigenerarsi o diventare fonte di partenza per un altro prodotto/servizio.

A questo approccio sono legate altre buone pratiche come:

  • ecodesign
  • tipologia duratura di materiale
  • riciclo dei materiali utilizzati
  • riduzione del consumo di energia
  • gestione degli scartifiliera condivisa
  • inclusività social

Cos’è l’economia circolare?

“Economia pensata per rigenerarsi da sola. In un’economia circolare i flussi dei materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera attraverso processi di compostaggio o digestione anaerobica, e quelli tecnici destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera mediante operazioni di riutilizzo, riparazione e riciclo”.

Si deve basare su 3 principi:

1. Progettazione dei rifiuti e dell’inquinamento: già nella fase di progettazione bisogna comprendere e disegnare le conseguenze negative dell’attività economica che causano danni all’ambiente e alle persone. 

2. Mantenimento di materiali e prodotti attraverso il loro riutilizzo. 

3. Rigenerazione dei sistemi naturali. 

Perchè è così necessaria oggi?

Si avverte oggigiorno la necessità di passare da un’economia lineare (take – make – dispose) a quella circolare per ragioni di risparmio economico ma soprattutto di sostenibilità ambientale:

  • quantità di rifiuti insostenibile;
  • sfruttamento delle risorse naturali. 

Qualche dato:

2.01 miliardi di tonnellate è la quantità dei rifiuti solidi che l’attività economica globale ha generato nel 2016.

Una quantità che si stima crescerà a 2.59 miliardi di tonnellate nel 2030 e a 3.40 miliardi di tonnellate nel 2050, secondo le stime della World Bank. 

Perchè il modello lineare non funziona?

Il modello economico lineare, oltre a generare grande quantità di rifiuti, nel corso degli anni si è dimostrato insostenibile anche dal punto di vista dello sfruttamento delle risorse naturali, il cui stock in natura è limitato.

Infatti, secondo i dati della Global Footprint Network, l’umanità consuma ogni anno uno stock di risorse naturali più di quanto la natura è in grado di rigenerare nello stesso periodo. 

Questi dati vengono pubblicati attraverso la campagna “Earth Overshoot day” che calcola il giorno in cui è stato consumato l’intero budget annuale di risorse naturali.

Secondo tale campagna, le persone hanno consumato in un anno lo stock delle risorse naturali che avevano a disposizione, ad un ritmo di 1,75 volte rispetto alla capacità dell’ecosistema di rigenerarli.

Quindi già a partire dal 30 luglio 2019 siamo entrati in una fase sovra-sfruttamento delle risorse. 

Anche le istituzioni politiche se ne sono rese conto: un’ economia circolare è necessaria

Il 1° gennaio 2016 è infatti entrata in vigore l’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile con i relativi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) da raggiungere entro il 2030, articolati in 17 punti.

Sono stati prefissati questi obiettivi per facilitare il passaggio verso un’economia circolare, in linea con il pacchetto d’azione sull’economia circolare sancito dalla Commissione Europea nel dicembre 2015 (Circular economy Package), contenente anche le nuove direttive sulla gestione dei rifiuti. 

Nonostante tali incentivi, diversi studi hanno dimostrato che esistono una serie di ostacoli che rallentano la realizzazione del passaggio ad un’economia circolare: 

  1. Barriere istituzionali
  2. Le cosiddette barriere finanziarie
  3. Barriere tecnologiche 
  4. Cultura e attitudini de* consumator*

FONTI

Atlante dell’economia circolare, A Sud

WWW.ELLENMACARTHURFOUNDATION.ORG 

HTTPS://WWW.ILSOLE24ORE.COM/ART/A-LINEAPELLE-DEBUTTA-L-ECONOMIA-CIRCOLARE-ACSRG0H?FROMSEARCH

World Bank

WWW.ACCENTURE.COM

WWW.EUROPARL.EUROPA.EU HTTPS://WWW.CAMERA.IT/TEMIAP/DOCUMENTAZIONE/TEMI/PDF/1105015.PDF

Global Footprint Network

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