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Biden e l'accordo nucleare iraniano

Biden e l’accordo sul nucleare iraniano

Le intenzioni di Biden sono chiare: ovvero, se l’Iran tornerà a rispettare l’accordo JCPOA, gli Stati Uniti faranno lo stesso. L’accordo nucleare sembra essere a rischio.

Per “JCPOA” (Joint Comprehensive Plan of Action) intendiamo il Piano d’azione congiunto globale, raggiunto dall’Iran e diverse potenze mondiali. Il tutto per arrestare il programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni.  

Biden ha dichiarato la volontà di impegnarsi assieme ai suoi alleati nel rafforzare ed estendere le disposizioni dell’accordo nucleare. Dove la priorità di Biden -in questo contesto- è di riportare il programma nucleare sotto controllo.

In questo modo, gli Stati Uniti revocherebbero le sanzioni imposte dal ritiro di Trump dall’accordo nel 2018 e l’Iran agirebbe di nuovo in conformità del Piano concordato, riducendo il suo sviluppo nucleare. 

Ricordiamo che Israele e Arabia Saudita (avversari in Medio Oriente) hanno beneficiato del ritiro degli Usa dall’accordo nel 2018 e dalla campagna di “massima pressione”. Questo poiché intendono indebolire le relazioni tra Iran ed Europa. 

L’Iran si aspetta che un “rianimato” JCPOA possa riconoscere il danno economico compiuto nello Stato negli ultimi anni.

Il ritorno all’accordo nucleare

Il ritorno al JCPOA promette una certa riduzione dell’escalation e dell’espansione nucleare dell’Iran. Biden ha affermato, infatti, come il modo migliore per ottenere stabilità nella regione sia occuparsi del programma nucleare.

Due settimane fa, il parlamento iraniano ha approvato una legge che imporrebbe al governo di intraprendere una delle più grandi violazioni del JCPOA. Qualora, però, non vi fosse una revoca delle sanzioni da parte di Biden. Il messaggio è chiaro.

I problemi legati al rientro degli Usa nel JCPOA sono molteplici – a partire dal fatto che si tratta di un accordo imperfetto. Ora Biden avrà bisogno di valutare una strategia regionale ampia, considerando gli Accordi Abraham tra Israele e le Nazioni Arabe. Risulterà fondamentale ridurre le tensioni nella regione e stabilire obiettivi a lungo termine.

Ad oggi, il presidente americano Joe Biden ha promesso di ritornare nell’accordo sul nucleare iraniano (noto in inglese come JCPOA – Joint Comprehensive Plan of Action) e di espanderlo. A condizione che l’Iran torni allo stato di conformità. 

Di cosa tratta l’accordo sul nucleare? 

Il JCPOA è stato raggiunto nel 2015 da Iran e i P5+1 (Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito e Stati Uniti). L’accordo prevede di sospendere l’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran in cambio della revoca delle sanzioni. Le quali hanno esacerbato l’economia e la popolazione del Paese per anni. 

Trump, ritirandosi dall’accordo nel 2018, ha dato inizio a una campagna di sanzioni contro l’Iran – detta della “massima pressione” . Essa ha devastato l’economia iraniana e ha fallito nel ridurre il coinvolgimento dell’Iran in Iraq, Syria o Libano. L’Iran ha mantenuto la sua parte dell’accordo sino al ritiro degli Usa dal patto: in seguito, il Paese ha violato i limiti del JCPOA e si è avvicinato a un’arma nucleare.

L’Iran tornerà al rispetto degli impegni previsti nell’accordo se Biden revocherà le sanzioni.

Se ciò non dovesse accadere, gli Usa potrebbero affrontare una crisi nucleare in grado di far deragliare la presidenza Biden. Gli Stati Uniti rientrerebbero nell’accordo – come punto di partenza per i negoziati successivi – a patto che l’Iran rispetti rigorosamente i suoi obblighi ai sensi del patto nucleare.

Il presidente dell’Iran Rouhani ha definito l’iniziativa proposta dagli Usa “un’opportunità” per gli Stati Uniti per “compensare i suoi errori precedenti e ritornare al suo percorso di rispetto degli impegni internazionali presi”. Come sostenuto da Robert Einhorn, l’Iran richiederebbe anche la rimozione delle sanzioni imposte per violazioni dei diritti umani, sviluppo dei missili balistici e supporto ai gruppi terroristici – ciò risulterebbe difficile per l’amministrazione Biden.

Biden peraltro ha avvertito che nel caso in cui l’Iran ottenesse armi nucleari, ciò scatenerebbe una corsa al riarmo con le potenze regionali – inclusi Arabia Saudita, Turchia ed Egitto. E se l’Iran non agisse in conformità col patto, gli Stati Uniti attiverebbero il meccanismo di “snapback”, attuando una serie di sanzioni sul Paese.

La presidenza di Biden

La presidenza di Biden può rappresentare un’opportunità per l’Iran di risollevare la propria economia; al contempo, Teheran non potrà utilizzare le azioni di Trump come “distrazione” dalle problematiche interne al paese. È fondamentale sottolineare come l’assassinio del 27 Novembre 2020 di Mohsen Fakhrizadeh – scienziato di punta nei programmi nucleari e missilistici iraniani – possa potenzialmente complicare le relazioni fra l’Iran e l’amministrazione Biden.

I problemi, in realtà, sono molteplici. In questo senso, il patto permette di far fronte a un’espansione del programma nucleare iraniano e a un’escalation delle tensioni regionali. Biden incontrerà peraltro diverse reazioni internazionali – basti pensare all’opposizione dei più importanti alleati di Washington in Medio Oriente.

Fonti:

https://time.com/5914237/joe-biden-iran-nuclear-deal/

https://www.aljazeera.com/news/2020/12/2/biden-iran-nuclear-deal-best-way-to-avoid-middle-east-arms-race

https://www.ispionline.it/it/tag/jcpoa

https://2018.cfmunesco.it/media/uploads/ckeditor/2018/11/02/SECURITY%20COUNCIL-%20The%20Question%20of%20Iran_.pdf

https://www.armscontrol.org/factsheets/JCPOA-at-a-glance

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