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Contraccettivi gratuiti

A che punto si trova l’Italia nell’accesso ai contraccettivi gratuiti rispetto al resto d’Europa? Piuttosto indietro. L’ultimo Atlante europeo della contraccezione stilato da Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) colloca l’Italia al 26° posto nella classifica dei 45 paesi europei presi in analisi.

L’arretratezza italiana in questo ambito è causata in gran parte dalla totale assenza di politiche che possano garantire l’accesso gratuito ai metodi contraccettivi. Dal 2016, infatti, l’AIFA ha riclassificato le pillole anticoncezionali dalla fascia A (farmaci essenziali e gratuiti) alla fascia C. Quindi non più rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale, ma completamente a carico del* cittadin*.

Questo ha comportato un grave problema nell’accesso alla contraccezione. E non riguarda solo i/le più giovani, ma coinvolge anche coppie e famiglie in condizioni di disagio economico. Abbiamo le pillole contraccettive più care d’Europa, fino a 20€ al mese. Una confezione di profilattici può arrivare a costare anche 15€. Per non parlare poi di una spirale (Ius) il cui prezzo può essere anche di 250€. O di un inserto sottocutaneo dal costo di 195€ (più il costo del ticket per applicarlo).

Contraccettivi gratuiti in Italia

Eppure, per legge la contraccezione in Italia dovrebbe già essere gratuita. Come prevedono la norma sui consultori familiari del 1975 e quella sull’interruzione volontaria della gravidanza del 1978. A livello nazionale però la questione non è mai stata affrontata. Ed è stata delegata alle singole regioni o persino all’iniziativa dei singoli consultori o degli ospedali. Così gli anticoncezionali gratis nelle strutture pubbliche si possono avere solo quando ci sono operator* intraprendenti, ginecolog* e sanitar* sensibili al problema.

Gli elevati costi e la scarsa possibilità all’accesso sicuro si ripercuotono soprattutto sui giovan*: lo studio “Edit” dell’Ars (Agenzia regionale di sanità) dichiara che solo il 56,3% d* ragazz* di età compresa tra i 14 e i 19 anni utilizza il preservativo. In Italia, infatti, prevale l’adozione del coito interrotto, che, nonostante non possa assolutamente essere considerato un reale metodo contraccettivo vista la sua elevata incertezza, ha un enorme pregio per i/le ragazz*: è gratuito. Proprio a causa di tale situazione l’Istat dichiara che non si possa ancora affermare che in Italia sia stata compiuta in modo definitivo la rivoluzione contraccettiva, intesa come transizione verso una diffusione di metodi moderni ed efficaci.

Inoltre, sembra che tale divario nell’accesso alla contraccezione sia anche direttamente correlato allo stato di abbandono dei consultori familiari, strutture in cui si dovrebbe tutelare la salute riproduttiva e che invece negli ultimi anni sono stati depotenziati e scarsamente finanziati. Basta pensare infatti che mentre nel 1993 i consultori pubblici erano 2725, nel 2016 sono diminuiti a 1944, quasi 800 presidi chiusi per mancanza di fondi o di interesse. Oltre ad essercene pochi, inoltre, i consultori sono anche poco conosciuti: i/le ragazz* non li frequentano rimanendo quindi sprovvisti di solidi punti di riferimento.

Italia fanalino di coda in Europa nei contraccettivi gratuiti


Nel nostro paese non è previsto un piano nazionale per l’accesso sicuro e gratuito alla contraccezione. Eppure negli altri paesi europei la situazione è ben diversa: in Francia, Olanda e Svezia la pillola è passata dallo Stato fino ai 21 anni e fino a 26 si paga solo un fisso di dieci euro l’anno. In Portogallo è garantita gratuitamente a tutt* e in Slovenia la contraccezione è addirittura in costituzione. Nonostante ciò, alcune regioni italiane hanno scelto di mettere a disposizione gratuitamente i contraccettivi.

La Puglia e i contraccettivi gratuiti


Nel 2008, la Puglia è stata la prima regione italiana a distribuire gratis contraccettivi nei consultori familiari. I contraccettivi offerti sono quelli che rientrano nei farmaci ormonali di fascia C: pillole a basso dosaggio, cerotto transdermico e anello vaginale. Le categorie che possono usufruirne sono: donne sotto i 24 anni, quelle che hanno già abortito, donne nel periodo post-parto, immigrate senza permesso di soggiorno, neocomunitarie e tutte le donne di famiglie con esenzione del ticket.

I contraccettivi gratuiti in Emilia Romagna


Enormi passi avanti sono stati compiuti poi dall’Emilia-Romagna, che dal 2018 permette di ricevere gratuitamente non solo un corretto metodo contraccettivo, ma anche una consulenza medica. I metodi contraccettivi offerti sono: il preservativo maschile e femminile, la pillola contraccettiva, il cerotto transdermico, l’anello vaginale, l’impianto sottocutaneo, la spirale e la contraccezione d’emergenza (pillola del giorno dopo o IUD al rame).

5Per ricevere gratuitamente il contraccettivo è necessario effettuare un colloquio informativo e visita specialistica nei consultori familiari o presso uno Spazio giovani/giovani adult* ed è necessario essere residenti e avere il medico di famiglia in Emilia-Romagna. Ne possono usufruire tutt* coloro di età inferiore ai 26 anni, donne tra i 26 e i 45 anni disoccupate nei 24 mesi successivi all’interruzione volontaria di gravidanza o nei 12 mesi dopo il parto.

Piemonte e i contraccettivi gratuiti


Dal 2018, la regione offre gli stessi contraccettivi dell’Emilia-Romagna gratuitamente a tutte le persone sotto i 26 anni e alle donne disoccupate tra i 26 e i 43 anni nei 12 mesi successivi al parto e nei 24 mesi successivi all’interruzione di gravidanza.

Toscana


Prevede un accesso piuttosto simile a quello dell’Emilia-Romagna e la gratuità di tutti i metodi contraccettivi è riservata ai/alle giovani tra i 14 e i 25 anni, agli adulti tra i 26 e i 45 anni con codice di esenzione e alle donne disoccupate tra i 26 e i 45 anni, entro 12 mesi dal parto o entro 24 mesi dall’interruzione della gravidanza.

Lombardia

La regione prevede che tutte le persone con meno di 24 anni possano richiedere qualsiasi tipo di contraccettivo presso i consultori pubblici o privati.

I contraccettivi gratuiti nelle Marche


Anche qui sono previsti contraccettivi gratuiti per gli/le under 26 e per le donne tra i 26 e i 45 anni come nei casi citati sopra.

Abbiamo trasformato la contraccezione in un lusso.

Eppure, una contraccezione gratuita e di qualità è uno dei diritti umani riconosciuti anche dalle Nazioni Unite. In Italia, però, chi non può permetterseli, deve rinunciare ad una libertà fondamentale, ovvero quella di poter scegliere se e quando procreare oppure è costrettə ad accontentarsi del contraccettivo più economico, che non sempre è il più adatto. Il libero accesso alla contraccezione è necessario per poterne garantire un utilizzo equo per tuttə, indipendentemente dal reddito o dalla residenza.

Fonti

Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS), “Atlas italiano sull’accesso alla contraccezione” (2020)
https://www.epfweb.org/node/89

Siti di riferimento per la contraccezione gratuita nelle diverse regioni:

Puglia:
https://www.sanita.puglia.it/web/asl-bari/educazione-contraccettiva-distribuzione-gratuita
http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioConsultoriDonna.jsp?lingua=italiano&idR=160&area=Salute%20donna&menu=vuoto

Emilia-Romagna:
https://www.ausl.bologna.it/iap_dati/view_prest?id=52974
https://www.ausl.pr.it/cura_prevenzione/contraccezione/contraccezione_gratuita_informazioni_utili.aspx
https://www.auslromagna.it/servizi/servizi-alfabetico/schede-informative/1008-contraccezione-consulenza

Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/salute-materno-infantile/consultori
http://www.comune.torino.it/torinogiovani/luoghi/consultorio-giovani-asl-citta-di-torino

Toscana:
https://www.uslsudest.toscana.it/percorsi-assistenziali/contraccezione-gratuita

Lombardia:
https://www.dati.lombardia.it/browse?q=consultori&sortBy=relevance

Marche: http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioConsultoriDonna.jsp?lingua=italiano&idR=110&area=Salute%20donna&menu=vuoto

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