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Alla Ricerca di Identità Linguistiche: Il Ruolo Cruciale di Sicilia e Sardegna a Bruxelles

A dicembre, l’Eurodeputato Ignazio Corrao ha lanciato una sfida al tempo, dedicando due giorni all’importante causa del riconoscimento e della valorizzazione degli idiomi. Oltre ai docenti e ai politici, numerosi artisti hanno arricchito questo dibattito cruciale. Oggi, in onore della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, ci soffermiamo su Sicilia e Sardegna, regioni italiane a statuto speciale che ancora attendono il riconoscimento legale delle loro lingue locali. Gli eventi tenuti al Parlamento Europeo a Bruxelles hanno portato alla ribalta la necessità urgente di riconoscere ufficialmente il siciliano e il sardo, lingue intrise di storia e cultura, ma ancora escluse dal panorama linguistico ufficiale delle rispettive regioni. Sicilia e Sardegna, custodi di una ricchezza culturale e linguistica unica, radicata nei secoli di storia e tradizioni, si trovano paradossalmente a dover lottare per il riconoscimento delle proprie lingue. Il siciliano e il sardo, nonostante rappresentino un patrimonio inestimabile, non godono dello status di lingua ufficiale, e questa mancanza di riconoscimento rischia di cancellare lentamente il legame tra queste lingue e le generazioni future, poiché non vengono insegnate nelle scuole.

“Unire il mondo associazionistico, al mondo artistico, a quello accademico” per trasmettere per la prima volta “il patrimonio di ricchezza della lingua siciliana”. E’ l’ambizione dell’eurodeputato alcamese Ignazio Corrao (Greens) che ha preso forma in una due giorni a Bruxelles dedicata al riconoscimento e alla promozione della lingua e della cultura siciliana a livello europeo attraverso incontri con rappresentanti del governo, accademici, amministratori locali e musicisti” (PalermoToday, 09/12/2023)

Renato Soru è stato tra i promotori di un incontro organizzato nel 2018 sul seguente problema: “La minoranza linguistica sarda è costituita da oltre un milione di cittadini ed è considerata meritevole di tutela dalla normativa nazionale e regionale. Ciononostante la nostra lingua è ancora discriminata nella normativa nazionale rispetto a quanto avviene per altri gruppi minoritari presenti in Italia. Vogliamo e dobbiamo ottenere un riconoscimento nelle varie sedi di governo, ma per fare questo abbiamo bisogno di una legge regionale che finalmente riconosca la Lingua Sarda (Il Manifesto Sardo, 01/06/2018)

La mancanza di ufficialità ha innescato un rischio crescente di perdita di queste lingue, considerate fondamentali per una comprensione profonda dell’identità e della storia di Sicilia e Sardegna. Le voci dei rappresentanti delle due regioni, che si sono espressi in lingua madre locale direttamente al Parlamento Europeo, hanno sottolineato con passione la necessità di riconoscere il siciliano e il sardo come lingue ufficiali, veicoli di una cultura millenaria e chiavi per preservare la storia e le tradizioni che caratterizzano queste terre.

Ad esempio, il siciliano rappresenta la prima lingua letteraria italiana, già nella prima metà del XIII secolo, nell’ambito della Scuola siciliana. A tal proposito diceva Dante Alighieri: “Indagheremo per primo la natura del siciliano, poiché vediamo che il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri: che tutto quanto gli Italici producono in fatto di poesia si chiama siciliano […]» L’UNESCO riconosce alla lingua siciliana lo status di “lingua madre” e lo classifica tra le lingue europee “vulnerabili”. I siciliani sono descritti come bilingui, con la differenza che il siciliano viene tramandato in famiglia e per strada quasi in modo clandestino (e spesso pure ci si vergogna di parlarlo), mentre l’italiano è imposto nelle scuole, nelle istituzioni e in qualsiasi ufficio pubblico (e anche privato) (Ignazio Corrao, Eurodeputato sui suoi canali social)

La richiesta di riconoscimento non si limita alla tutela delle lingue locali, ma sottolinea l’importanza di preservare la diversità linguistica nell’Unione Europea, un valore fondamentale sostenuto e promosso dall’UE. La diversità linguistica è un tesoro culturale da custodire, poiché arricchisce la nostra comprensione del mondo e favorisce la coesione tra le comunità, promuovendo un senso di appartenenza.

Un populu

mittitulu a catina

spugghiatulu

attuppatici a vucca,

è ancora libiru.

Livatici u travagghiu

u passaportu

a tavola unni mancia

u lettu unni dormi

è ancora riccu.

Un populu,

diventa poviru e servu

quannu ci arribbanu a lingua

addutata di patri:

è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu

quannu i paroli non figghianu paroli

e si manciunu tra d’iddi.

Eh già, perché un processo di sradicamento dell’identità di un popolo passa anche dalla convinzione, che in un secolo e mezzo si è fatta radicata, che la propria lingua sia “negletta”, sia minoranza, sia testimone di ignoranza, sia figlia di un dio minore. Nel caso specifico poi del siciliano c’è un ulteriore pregiudizio, ovvero che sia la lingua della mafia. Le generazioni dai primi del ‘900 in poi sono cresciute con questa “vergogna”. Non e’ la lingua della mafia!

Il Manifesto per la difesa della lingua siciliana, preparato a Bruxelles in occasione di una due giorni di eventi, è una pietra miliare per i movimenti che vogliono riaffermare la sua dignità. La lingua siciliana (non semplicemente un dialetto) è l’unica, a differenza delle lingue delle altre regioni a statuto speciale, a non essere riconosciuta come il sardo o il friulano ad esempio .Per non dire di una legge regionale per l’insegnamento nelle scuole che giace nei cassetti dal 2011.

Il Parlamento Europeo è stato chiamato a riflettere su questa richiesta e ad adottare misure concrete per garantire il riconoscimento e la promozione del siciliano e del sardo. L’obiettivo è non solo salvaguardare queste lingue, ma anche promuoverle attivamente attraverso programmi educativi e iniziative culturali, affinché possano fiorire e prosperare nelle generazioni future.

In conclusione, la Giornata Nazionale del Dialetto deve diventare un momento di riflessione profonda su una questione vitale per l’Italia e l’Europa. 

La richiesta di riconoscimento ufficiale del siciliano e del sardo rappresenta un passo significativo verso la preservazione della ricca eredità culturale di queste due regioni. 

La diversità linguistica è un patrimonio da valorizzare, e l’Unione Europea ha ora l’opportunità di dimostrare il suo impegno nel preservare e promuovere le lingue locali, celebrando così la varietà che arricchisce il mosaico culturale europeo.

Guarda: “The Sicilian Language” live from the European Parliament (storico evento sul siciliano). (youtube.com)

Fonti:

SICILIA

La lingua siciliana arriva nel cuore dell’Europa, a Bruxelles docenti e artisti per valorizzarla (palermotoday.it)

Bruxelles – Riconoscimento, tutela e promozione del patrimonio linguistico siciliano (dedalomultimedia.it)

Il Siciliano arriva al Parlamento Europeo: in programma una due giorni a Bruxelles sulla nostra lingua – Monreale News – Notizie, eventi e cronaca su Monreale

Dall’isola all’Ue, ecco il Manifesto di Bruxelles per la difesa della lingua siciliana (ilsicilia.it)

Bruxelles – Tutela del dialetto siciliano: tavola rotonda nella sede dell’Eurocamera – trmweb

SARDEGNA

1_72_20060418160308.pdf (regione.sardegna.it)

Lingua sarda – Wikipedia

Lingue di minoranza in Italia – Miur

Processo in sardo? Solo con l’allegazione del provvedimento di riconoscimento (dirittoegiustizia.it)

Una regione, un popolo, una lingua – Il Manifesto SardoIl Manifesto Sardo

Scuola, allarme dispersione: un terzo dei sardi lascia la scuola prima del diploma – sardiniapost

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